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SEO Copywriting: cos’è, come si fa e tecniche pratiche

Il SEO copywriting è l’arte di scrivere contenuti web che piacciono sia agli utenti che a Google. Non si tratta di “riempire” un testo di parole chiave, ma di creare valore reale per chi legge, strutturandolo in modo che i motori di ricerca lo comprendano e lo premino.

SEO Copywriting: cos'è, come si fa e tecniche pratiche

In un contesto digitale sempre più competitivo, dove l’AI genera contenuti in massa, saper scrivere in ottica SEO è diventata una competenza strategica, non opzionale.

Cos’è il SEO copywriting?

Il SEO copywriting è la pratica di produrre testi ottimizzati per i motori di ricerca senza sacrificare la qualità e la chiarezza per il lettore umano. L’equilibrio è tutto: un testo scritto solo per gli algoritmi risulta artificioso e non converte; un testo scritto solo per gli utenti, senza alcuna ottimizzazione, rischia di non essere trovato.

Un buon SEO copywriter lavora su due livelli in parallelo: soddisfare l’intento di ricerca dell’utente (cosa sta davvero cercando?) e rispettare i segnali che Google usa per valutare la pertinenza e l’autorevolezza di un contenuto. Parole chiave, struttura degli heading, leggibilità, link interni: tutto concorre al risultato finale.

Differenza tra copywriting e SEO copywriting

CopywritingSEO Copywriting
ObiettivoPersuadere, vendere, emozionarePosizionarsi su Google e convertire
FocusLettore/cliente idealeLettore + motore di ricerca
KeywordNon necessarieFondamentali (usate con criterio)
StrutturaLibera, narrativaGerarchica (H1, H2, H3)
OutputADV, landing page, emailArticoli blog, guide, pagine web
Metrica principaleConversione, CTR su ADVRanking, traffico organico, dwell time

Perché è importante per il tuo sito

Investire nel SEO copywriting produce benefici concreti e misurabili:

  • Traffico organico costante: un contenuto ben ottimizzato continua a portare visite mesi o anni dopo la pubblicazione, senza costi pubblicitari aggiuntivi.
  • Migliore visibilità su Google: testi strutturati correttamente aumentano le probabilità di apparire nelle prime posizioni della SERP e nelle featured snippet.
  • CTR più alto: title tag e meta description ottimizzati convincono l’utente a cliccare sul tuo risultato rispetto agli altri.
  • Più conversioni: un contenuto che risponde esattamente a ciò che l’utente cerca genera fiducia e spinge all’azione (acquisto, iscrizione, contatto).
  • Autorevolezza del brand: guide approfondite e ben scritte posizionano il tuo sito come riferimento nel settore, migliorando anche i link in entrata naturali.
  • Vantaggio competitivo nell’era dell’AI: contenuti originali, con punto di vista esperto e alta leggibilità, si differenziano dai testi generati automaticamente e vengono premiati dagli algoritmi più recenti.

Come fare SEO copywriting: il processo passo per passo

Il SEO copywriting non inizia davanti a una pagina bianca. Prima di scrivere una sola parola, c’è un lavoro di analisi e strategia che determina il successo o il fallimento del contenuto.

1. Analizza l’intento di ricerca

L’intento di ricerca (o search intent) è il motivo reale per cui un utente digita una query su Google. Prima di tutto il resto, devi capire cosa si aspetta di trovare chi atterra sul tuo contenuto. Google classifica gli intenti in quattro categorie:

  1. Informazionale — L’utente vuole imparare qualcosa. Esempio: “cos’è il SEO copywriting”. Il contenuto ideale è una guida, un articolo approfondito, una risposta diretta.
  2. Navigazionale — L’utente cerca un sito o brand specifico. Esempio: “Semrush login”. In questo caso il contenuto non è rilevante: l’utente sa già dove vuole andare.
  3. Commerciale — L’utente sta valutando un acquisto o confrontando opzioni. Esempio: “migliori strumenti SEO copywriting”. Il contenuto ideale è una comparativa, una recensione, una lista ragionata.
  4. Transazionale — L’utente è pronto ad agire (acquistare, iscriversi, scaricare). Esempio: “corso SEO copywriting online”. Il contenuto ideale è una landing page con CTA chiara.

Regola pratica: analizza le prime 5 posizioni di Google per la tua keyword. Il formato dominante dei risultati ti dirà quale intento Google ha già interpretato per quella query.

2. Fai la keyword research

La keyword research è la bussola del tuo contenuto. Non si tratta di trovare la parola più cercata, ma quelle giuste per il tuo obiettivo.

  1. Seed keyword: parti dalla parola chiave principale (es. “SEO copywriting”) e usala come punto di partenza dell’analisi.
  2. Long tail keyword: identifica varianti più specifiche e meno competitive (es. “come fare SEO copywriting passo per passo”, “SEO copywriting esempi pratici”). Convertono meglio e sono più facili da posizionare.
  3. Keyword correlate e semantiche: cerca termini affini che arricchiscono il contenuto agli occhi di Google (es. scrittura SEO, testi ottimizzati, keyword density, intento di ricerca). Usale naturalmente nel testo.
  4. Strumenti consigliati:
    • Google Suggest e Ricerche correlate (gratuito, immediato)
    • AnswerThePublic / AlsoAsked (domande degli utenti)
    • Semrush / SeoZoom (volumi, difficoltà, keyword gap)
    • Google Search Console (keyword per cui già ranks il tuo sito)
    • Ubersuggest (alternativa gratuita per long tail)

3. Crea la struttura del contenuto

La struttura è lo scheletro del tuo testo: guida il lettore, segnala la gerarchia dei contenuti al crawler e migliora la leggibilità complessiva.

  1. H1: usa un solo H1 per pagina. Deve contenere la keyword principale e descrivere chiaramente il contenuto.
  2. H2: sono le macrosezioni del testo. Ogni H2 copre un argomento distinto e può contenere la keyword principale o varianti semantiche.
  3. H3: approfondiscono i sottotemi degli H2. Ideali per elenchi, step, esempi, FAQ.
  4. Costruisci prima l’indice: scrivi tutti gli heading prima del corpo del testo. Ti aiuta a verificare la coerenza logica e a non deviare dall’intento di ricerca.
  5. Guarda i competitor: analizza gli heading dei primi 5 risultati per la tua keyword — ti dicono quali sottotemi Google considera rilevanti per quella query.

4. Scrivi e ottimizza il testo

Con struttura e keyword in mano, puoi scrivere. Ottimizzare non significa “inserire parole chiave ovunque”, ma integrare l’ottimizzazione in modo naturale.

  1. Keyword prominence: inserisci la keyword principale nel primo paragrafo, possibilmente nelle prime 100 parole.
  2. Keyword density: non esiste una percentuale magica. Usa la keyword principale 3–5 volte in un testo da 1.500 parole, senza forzature.
  3. Sinonimi e keyword LSI: varia il linguaggio. Google capisce il contesto semantico — non ripetere sempre la stessa parola chiave.
  4. Paragrafi brevi: max 3–4 righe per paragrafo. Facilitano la lettura su mobile e riducono la frequenza di rimbalzo.
  5. Leggibilità: usa frasi semplici e dirette, voce attiva, connettivi logici (quindi, invece, per esempio). Punta a un indice Flesch-Kincaid accessibile.
  6. Evita il keyword stuffing: l’inserimento forzato e ripetitivo di parole chiave è penalizzato da Google e peggiora l’esperienza utente.
  7. Link interni: collega il testo ad altri contenuti pertinenti del sito usando anchor text descrittivi — non “clicca qui”.

5. Ottimizza i meta tag

I meta tag non influenzano direttamente il ranking, ma determinano il CTR nella SERP: sono il primo punto di contatto tra il tuo contenuto e l’utente.

Title tag

  1. Lunghezza ideale: 50–60 caratteri (oltre i 60 viene troncato da Google).
  2. Inserisci la keyword principale il più vicino possibile all’inizio.
  3. Rendi il titolo specifico e orientato al beneficio: “SEO Copywriting: guida pratica passo per passo “ funziona meglio di “Guida al SEO copywriting”.
  4. Evita titoli duplicati tra le pagine del sito.

Meta description

  1. Lunghezza ideale: 140–155 caratteri.
  2. Non è un fattore di ranking diretto, ma influenza il CTR.
  3. Riassumi il valore del contenuto in modo convincente, come se fosse un mini-annuncio.
  4. Includi la keyword principale (Google la evidenzia in grassetto nel risultato).
  5. Chiudi con una micro-CTA implicita: “Scopri come…”, “Leggi la guida completa…”.

La qualità secondo Google: le Search Quality Rater Guidelines

Per capire davvero cosa Google considera un “buon contenuto”, non basta analizzare le parole chiave. È indispensabile studiare le Search Quality Rater Guidelines, il documento ufficiale fornito ai valutatori umani che addestrano gli algoritmi di ranking di Google.

Per un SEO copywriter, questo documento rappresenta la vera bussola della qualità. Ribadisce che l’obiettivo non è assecondare una macchina, ma fornire la migliore risorsa possibile a un utente reale.

Il paradigma E-E-A-T

Al centro delle linee guida sulla qualità troviamo l’acronimo E-E-A-T, il sistema con cui Google valuta il valore e la credibilità di una pagina. Ogni testo ottimizzato deve trasmettere questi quattro segnali:

  • Experience (Esperienza): l’autore ha esperienza diretta sull’argomento? Google premia contenuti che dimostrano un vissuto reale, come recensioni di prodotti effettivamente testati o case study pratici.
  • Expertise (Competenza): l’autore possiede le conoscenze tecniche o specifiche necessarie? Un contenuto di valore deve dimostrare padronanza della materia, usando la terminologia corretta e affrontando il tema in profondità.
  • Authoritativeness (Autorevolezza): il sito o l’autore sono riconosciuti come punti di riferimento nel loro settore? Questo aspetto si consolida ottenendo backlink da fonti autorevoli e costruendo un brand forte nel tempo.
  • Trustworthiness (Affidabilità): è il pilastro centrale. Il contenuto è accurato, onesto e trasparente? Un buon SEO copywriter garantisce affidabilità citando le fonti, inserendo la firma dell’autore e mantenendo le informazioni aggiornate.

I contenuti YMYL (Your Money or Your Life)

Le linee guida di Google pongono un livello di severità estremo sui contenuti definiti YMYL (Your Money or Your Life). Parliamo di pagine che possono influenzare direttamente la salute, le finanze, la sicurezza o la felicità di una persona.

Se scrivi testi in ambito medico, finanziario, legale o assicurativo, non c’è margine di errore. In questi settori, il SEO copywriting richiede un rigore giornalistico: ogni affermazione deve essere supportata da link a studi scientifici, normative ufficiali o enti governativi.

Contenuti “User-First” e originalità

Le Quality Rater Guidelines, insieme ai recenti Helpful Content Update, hanno decretato la fine dei testi scritti esclusivamente per compiacere i motori di ricerca. Google cerca contenuti User-First, pensati per soddisfare il lettore umano.

Se il tuo articolo è una semplice rielaborazione dei primi cinque risultati già presenti in SERP, non verrà considerato un contenuto di alta qualità. Il compito del SEO copywriter oggi è aggiungere valore originale: inserire un punto di vista unico, dati inediti, esempi specifici o infografiche che rendano la risorsa nettamente superiore a quelle dei competitor.

Tecniche avanzate di SEO copywriting

Padroneggiare le basi è il punto di partenza. Per ottenere risultati concreti in una SERP competitiva, servono tecniche più sofisticate che vanno oltre la semplice ottimizzazione on-page.

Il featured snippet è il riquadro che Google mostra sopra i risultati organici — la cosiddetta posizione zero. Apparirci significa massima visibilità, spesso a scapito dei competitor che occupano la prima posizione classica.

Per aumentare le probabilità di ottenerlo:

  1. Intercetta le query in forma di domanda: keyword come “cos’è il SEO copywriting”, “come si fa il SEO copywriting”, “quanto deve essere lungo un testo SEO” tendono a generare snippet. Usa strumenti come AlsoAsked o AnswerThePublic per trovarle.
  2. Rispondi subito, in modo diretto: inserisci la risposta concisa (40–60 parole) immediatamente dopo l’H2 o H3 che pone la domanda. Google estrae esattamente quel blocco.
  3. Usa il tag corretto in base al tipo di snippet:
    • Definizione → paragrafo breve sotto un heading con la domanda
    • Elenco di step o elementi → tag <ol> o <ul> ben strutturati
    • Tabella → tag <table> con intestazioni chiare
  4. Punta su long tail informazionali: le query brevi e generiche sono dominate da brand autorevolissimi. Le long tail specifiche sono molto più aggredibili.
  5. Non troncate la risposta: snippet troppo lunghi vengono tagliati. Sii esaustivo ma sintetico.

I link sono uno dei segnali più potenti per la SEO, sia per distribuire l’autorevolezza all’interno del sito, sia per segnalare a Google la pertinenza tematica del contenuto.

Link interni:

  1. Collega ogni nuovo contenuto ad almeno 3–5 pagine già esistenti del sito tematicamente affini.
  2. Usa anchor text descrittivi: non “clicca qui” o “leggi di più”, ma testi che descrivono esattamente la pagina di destinazione (es. “guida alla keyword research”).
  3. Distribuisci i link interni verso le pagine che vuoi far salire di ranking — è un modo per passare link equity in modo controllato.
  4. Aggiorna i vecchi articoli aggiungendo link verso i nuovi contenuti correlati: il collegamento deve essere bidirezionale.
  5. Evita l’over-linking: troppi link in un singolo testo diluiscono il segnale e peggiorano la leggibilità.

Link esterni:

  1. Cita fonti autorevoli e pertinenti (studi, dati, tool ufficiali): aumentano la credibilità del contenuto agli occhi di Google e del lettore.
  2. Usa l’attributo rel="nofollow" per link commerciali o sponsorizzati.
  3. Apri i link esterni in una nuova scheda per non allontanare l’utente dal tuo contenuto.

SEO copywriting e GEO

La Generative Engine Optimization (GEO) è la nuova frontiera dell’ottimizzazione dei contenuti: non si tratta più solo di posizionarsi tra i risultati organici classici, ma di essere citati e riportati direttamente dalle risposte generate dall’AI — come Google AI Overview, ChatGPT o Perplexity.

Per essere selezionati dai motori generativi, i contenuti devono rispettare tre principi fondamentali: struttura chiara (heading gerarchici, elenchi, definizioni esplicite), autorevolezza (fonti citate, dati aggiornati, firma dell’autore con expertise verificabile) e risposta diretta alle domande degli utenti già nelle prime righe di ogni sezione. I contenuti generici, senza punto di vista esperto e senza dati concreti, vengono sistematicamente ignorati dai modelli di AI a favore di quelli che dimostrano competenza reale.

Ottimizzare il copy per Google AI Overview

Google AI Overview (precedentemente noto come SGE – Search Generative Experience) è il pannello di risposta generativa che Google mostra sempre più spesso in cima alla SERP, prima di qualsiasi risultato organico. Non si tratta di una semplice featured snippet: è una risposta sintetizzata da più fonti, con citazioni dirette ai contenuti che l’AI considera più attendibili e pertinenti.

Per un SEO copywriter, comparire nelle fonti citate da AI Overview è diventato uno degli obiettivi più strategici della SEO. Ecco come ottimizzare i contenuti in questa direzione:

  1. Rispondi alle domande in modo diretto e immediato: ogni sezione del tuo testo dovrebbe aprirsi con una risposta chiara alla domanda implicita dell’H2 o H3. L’AI estrae esattamente quei blocchi — non parafrasa, cita.
  2. Usa markup strutturato (Schema.org): implementa i dati strutturati per articoli, FAQ, How-To e breadcrumb. Aiutano Google a comprendere il tipo di contenuto e a includerlo nelle risposte generate.
  3. Dimostra expertise reale: AI Overview tende a citare contenuti con chiari segnali di autorevolezza — autore identificabile con competenze verificabili, date di aggiornamento visibili, fonti citate nel testo. I principi E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness) sono più rilevanti che mai.
  4. Struttura le informazioni in modo modulare: paragrafi autonomi, elenchi puntati e definizioni chiare sono più facili da estrarre per i modelli generativi rispetto a blocchi di testo narrativo denso.
  5. Aggiorna i contenuti con regolarità: AI Overview privilegia le fonti recenti. Un articolo evergreen aggiornato ogni 6–12 mesi con dati freschi ha molte più possibilità di essere citato rispetto a uno pubblicato e mai più toccato.
  6. Intercetta le query conversazionali: le domande in linguaggio naturale (“qual è il modo migliore per fare SEO copywriting?”) sono esattamente il tipo di query che innesca AI Overview. Costruisci sezioni dedicate che rispondono a queste formulazioni.

Nota strategica: comparire in AI Overview non garantisce un click diretto: l’utente potrebbe ottenere la risposta senza visitare il sito. Per questo, i contenuti citati devono essere sufficientemente approfonditi da spingere l’utente a voler leggere l’articolo completo. La citazione è la porta d’ingresso, non il traguardo.

I migliori strumenti per il SEO copywriting

Scegliere gli strumenti giusti riduce i tempi di analisi e migliora la qualità dell’ottimizzazione. Ecco i principali:

  • Semrush — Suite completa per keyword research, analisi competitor, SEO on-page e monitoraggio del ranking; include il SEO Writing Assistant per ottimizzare il testo in tempo reale.
  • SeoZoom — Il tool italiano di riferimento: dati localizzati per la SERP italiana, analisi delle keyword, monitoraggio del traffico e audit del sito.
  • Ubersuggest — Strumento gratuito (con funzioni premium) per trovare long tail keyword, analizzare la difficoltà SEO e spiare i contenuti più performanti dei competitor.
  • Google Search Console — Gratuito e indispensabile: mostra le query per cui il sito appare, il CTR reale, i click e le impressioni; fondamentale per ottimizzare contenuti già pubblicati.
  • AnswerThePublic — Visualizza tutte le domande e le query in forma interrogativa correlate a una keyword, ideale per strutturare le FAQ e intercettare featured snippet.
  • AlsoAsked — Mostra le domande “People Also Asked” di Google organizzate per cluster semantici; ottimo per costruire la struttura degli H3 e dei contenuti correlati.
  • Google Suggest — Il completamento automatico della barra di ricerca di Google è ancora oggi uno dei metodi più rapidi per scoprire le keyword realmente usate dagli utenti.

FAQ — Domande frequenti

Quanto deve essere lungo un testo SEO?

Non esiste una lunghezza universale, ma una regola pratica: il testo deve essere abbastanza lungo da rispondere in modo completo all’intento di ricerca, senza aggiungere contenuto inutile solo per “fare volume”. In linea generale, per articoli informativi su topic competitivi si consiglia una lunghezza tra le 1.500 e le 3.000 parole.

Per argomenti di nicchia o query molto specifiche, anche 800–1.000 parole ben ottimizzate possono essere sufficienti. L’indicatore più utile rimane sempre la SERP: analizza la lunghezza media dei primi 5 risultati per la tua keyword e calibra di conseguenza.

Cos’è la keyword density?

La keyword density è la percentuale di volte in cui una parola chiave compare rispetto al totale delle parole del testo. Per anni si è parlato di una soglia ottimale intorno al 2–3%, ma oggi Google valuta il contesto semantico, non il conteggio meccanico.

Inserire la keyword in modo naturale, senza forzature, è molto più efficace che rispettare una percentuale rigida. Il vero rischio da evitare è il keyword stuffing, la ripetizione eccessiva e artificiosa, che viene penalizzata dall’algoritmo e compromette la leggibilità per l’utente.

Cosa fa un SEO copywriter?

Un SEO copywriter è una figura professionale che produce contenuti scritti ottimizzati per i motori di ricerca. Il suo lavoro comprende: analisi dell’intento di ricerca, keyword research, pianificazione della struttura del contenuto, scrittura del testo, ottimizzazione on-page (heading, meta tag, link interni) e monitoraggio delle performance dopo la pubblicazione.

A differenza del copywriter tradizionale, focalizzato sulla persuasione e sulla leva emotiva, il SEO copywriter deve padroneggiare anche le dinamiche degli algoritmi di ricerca, l’architettura dell’informazione e, sempre più, i principi della Generative Engine Optimization.

Fonti e approfondimenti rilevanti

Immagine di Giovanni Cardia
Giovanni Cardia

Dal 2019 mi occupo di ottimizzazione SEO a 360°, per grandi e piccole imprese:: on page, off page e technical.
Laureato in Amministrazione e Organizzazione a Cagliari (UNICA 2018) e qualificato come Responsabile del marketing online per la vendita di prodotti e servizi (Confcommercio S. Sardegna - ISCOM ER. 2019).
Mi concentro sull'ottenimento di traffico al fine di raggiungere gli obiettivi di visualizzazioni e fatturato.

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