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Pillar Page SEO: cos’è, come si crea(checklist), perché serve

Una Pillar Page, o “pagina pilastro”, è il centro nevralgico di una moderna content strategy. Si tratta di una pagina web concepita per trattare un macro-argomento in modo ampio ed esaustivo, fungendo da guida di riferimento per gli utenti. Da questa pagina principale si diramano numerosi collegamenti verso contenuti più specifici e verticali, creando un ecosistema informativo organizzato.

Pillar Page SEO: cos'è, come si crea (checklist) e perché serve

Questo approccio non solo migliora drasticamente la navigazione dell’utente, ma segnala ai motori di ricerca che il sito possiede una forte autorevolezza su quel determinato tema. Scopriamo di più su cosa è, perché è importante per la SEO e come crearla con una checklist pratica.


Cos’è una Pillar Page?

Una Pillar Page è una pagina web strutturata per offrire una panoramica completa e approfondita su un argomento centrale (core topic) del tuo settore. A differenza di un classico articolo di blog che affronta un tema specifico, la pagina pilastro copre un argomento nella sua interezza, rispondendo alle domande principali del pubblico senza però esaurire ogni singolo dettaglio.

L’obiettivo principale di questo contenuto è fungere da “hub” o raccoglitore strutturato. Al suo interno vengono ospitati i collegamenti ipertestuali verso articoli più specifici che approfondiscono i vari sotto-argomenti accennati nella pagina principale. Questo assetto rende la Pillar Page una risorsa di altissimo valore, capace di intercettare traffico qualificato e di mantenere l’utente sul sito più a lungo.

Pillar Page e Topic Cluster: come funzionano insieme

Non si può parlare di Pillar Page senza introdurre il concetto di Topic Cluster (cluster di argomenti). Questi due elementi lavorano in perfetta sinergia per abbandonare la vecchia logica basata sulle singole keyword a favore di una struttura basata su argomenti semantici. Il modello si basa su tre componenti fondamentali:

  • Pillar Page: Il pilastro centrale che affronta il macro-argomento in modo orizzontale, fornendo un’infarinatura generale su tutti gli aspetti chiave.
  • Cluster Content: Gli articoli di approfondimento (spesso post del blog) che gravitano attorno al pilastro. Ognuno di questi contenuti sviscera verticalmente un singolo sotto-argomento o una parola chiave a coda lunga (long-tail keyword).
  • Link interni (Hyperlinks): Il collante del sistema. La Pillar Page linka verso tutti i Cluster Content, e ogni Cluster Content inserisce un link di ritorno verso la Pillar Page. Questa architettura a ragnatela trasferisce autorità (link juice) tra le pagine.

Tipologie di Pillar Page

Esistono diversi formati per costruire una pagina pilastro, ognuno pensato per rispondere a specifici intenti di ricerca e modelli di business. Le principali tipologie includono:

  • Guide Definitive): Contenuti estremamente approfonditi, spesso formattati come veri e propri e-book fruibili direttamente online. Hanno l’obiettivo di essere dieci volte migliori di qualsiasi altro risultato presente in SERP per quel determinato argomento.
  • Resource Pillar Page (Pagina Risorse): Pagine concepite come grandi indici o raccoglitori di link utili, strumenti, template e articoli. Sono ideali per organizzare una vasta mole di contenuti preesistenti, facilitando la consultazione rapida da parte dell’utente.
  • Service/Product Pillar Page: Pagine pilastro orientate alla conversione, che descrivono in modo completo un macro-servizio offerto dall’azienda (es. “Inbound Marketing”), collegandosi poi alle pagine dei singoli servizi specifici (es. “SEO”, “Social Media”, “Email Marketing”).

Perché le Pillar Page sono importanti per la SEO?

L’implementazione del modello Pillar/Cluster rappresenta oggi uno degli approcci più potenti per la SEO moderna. I motori di ricerca premiano i siti che dimostrano competenza e che organizzano le informazioni in modo logico. Ecco i vantaggi principali:

  • Miglioramento dell’architettura del sito: Raggruppare i contenuti per argomenti elimina la dispersione e crea percorsi di navigazione chiari e puliti, facilitando il lavoro di scansione (crawling) da parte dei bot di Google.
  • Costruzione della Topical Authority: Affrontare un tema a 360 gradi dimostra ai motori di ricerca che il sito è una fonte autorevole e specializzata su quella materia, aumentando le probabilità di posizionamento per tutte le query correlate.
  • Intercettazione di diverse query: La struttura permette di posizionare la Pillar Page per keyword secche e competitive ad alto volume di ricerca, mentre i Cluster Content intercettano le numerose query informative a coda lunga (long-tail), garantendo un flusso di traffico costante.
  • Aumento del tempo di permanenza: Grazie a una rete capillare di link interni pertinenti, gli utenti sono incoraggiati a esplorare più pagine, riducendo il bounce rate (frequenza di rimbalzo) e inviando segnali positivi ai motori di ricerca.

Come creare una Pillar Page in ottica SEO: step by step

Costruire una Pillar Page efficace non significa semplicemente scrivere un articolo lungo. Richiede un processo strutturato che parte dalla strategia e arriva all’ottimizzazione tecnica, seguendo step precisi e consapevoli.

1. Scelta del macro-argomento (Core Topic)

Il primo passo, e probabilmente il più delicato, è identificare il core topic della tua pagina. L’argomento scelto deve rispettare un equilibrio preciso: deve essere abbastanza ampio da consentire la creazione di 15-20 articoli cluster correlati, ma abbastanza specifico da non disperdere l’autorevolezza del contenuto.

Un buon esercizio pratico è il seguente: se stai valutando “social media” come argomento, è quasi certamente troppo vasto. “Social media marketing per e-commerce”, invece, è già un core topic gestibile e focalizzato. Il macro-argomento dovrebbe rispecchiare i temi centrali del tuo business e corrispondere a qualcosa che il tuo pubblico ha effettivamente interesse a esplorare in profondità.

2. Keyword Research e intent di ricerca

Una volta definito il core topic, è il momento della keyword research. Per la Pillar Page, l’obiettivo è individuare la keyword principale: si tratta generalmente di una keyword short-tail o head term ad alto volume di ricerca, che rappresenta il tema nella sua forma più sintetica.

Attorno a questa keyword centrale, vanno poi mappate tutte le keyword a coda lunga (long-tail) e le query correlate. Queste ultime diventano i titoli e gli argomenti dei singoli Cluster Content: articoli di approfondimento che intercettano ricerche più specifiche e intenti di ricerca più verticali. Strumenti come Semrush, SEOZoom o Google Search Console sono utili per identificare questo ecosistema di keyword.

3. Strutturare l’indice e i contenuti

La struttura è il cuore di una Pillar Page ben costruita. Il contenuto deve aprirsi con una definizione chiara del tema e un indice (table of contents) cliccabile che permetta all’utente di navigare agevolmente tra le sezioni.

Ogni sezione principale andrà taggata come H2, mentre le sottosezioni saranno H3. La regola d’oro è questa: ogni sotto-argomento va introdotto e panoramizzato, non esaurito. Se un punto richiede un approfondimento molto dettagliato, quel dettaglio appartiene al Cluster Content dedicato, non alla Pillar. Paragrafi brevi, bullet point e grassetti strategici migliorano la leggibilità e riducono la densità visiva del testo.

4. Ottimizzazione on-page e internal linking

Dopo aver scritto il contenuto, è indispensabile curare l’ottimizzazione on-page. Questo include l’inserimento naturale della keyword principale nel tag H1, nei principali H2, nel meta title, nella meta description e nel primo paragrafo del testo.

Il passaggio finale — e strategicamente più importante — è la costruzione della rete di link interni bidirezionali. La Pillar Page deve linkare verso ogni Cluster Content usando anchor text descrittivi e pertinenti che coincidano con la keyword di destinazione. Ogni Cluster Content, a sua volta, deve inserire un link di ritorno verso la Pillar Page. Questo flusso bidirezionale di link trasferisce autorità tra le pagine, consolida la topical authority agli occhi di Google e guida l’utente in modo naturale all’interno del sito.

Checklist di processo per costruire la tua Pillar Page

Checklist Pillar Page SEO

✅ Checklist: Creare una Pillar Page SEO

Guida operativa per costruire una pagina pilastro efficace

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🔍 Fase 1: Strategia e Keyword Research

Scelta del Core Topic

Keyword Research

Analisi Concorrenza

🏗️ Fase 2: Struttura e Contenuto

Architettura della Pagina

Qualità del Contenuto

✍️ Fase 3: SEO On-Page

Elementi On-Page

Elementi Tecnici

🔗 Fase 4: Internal Linking

📊 Fase 5: Misurazione e Ottimizzazione

Setup Monitoraggio

Ottimizzazione Continua

⚠️ Errori da Evitare

💡 Strumenti Utili

Keyword Research

  • SEOZoom
  • Semrush
  • Ahrefs
  • Google Keyword Planner
  • AnswerThePublic

Analisi SERP e Competitor

  • Semrush Domain Overview
  • Ahrefs Site Explorer
  • Screaming Frog

Monitoraggio e Analytics

  • Google Search Console
  • Google Analytics 4
  • SEOZoom Rank Tracker

Esempi di Pillar Page di successo

Uno dei casi di studio più citati nel panorama SEO è quello di HubSpot. L’azienda ha ristrutturato l’intero suo blog attorno al modello Pillar/Cluster, creando pagine pilastro su macro-argomenti come “Inbound Marketing” e “Email Marketing”. Ogni Pillar Page di HubSpot presenta un indice navigabile, CTA integrate in punti strategici, infografiche e una solida rete di link interni.

Un altro esempio eccellente è la Pillar Page “Wine 101” di Wine Folly. Si tratta di una pagina dedicata alle basi del vino che, nella parte superiore, presenta un box con link rapidi verso tutti i sotto-argomenti trattati (varietà di uva, regioni vinicole, abbinamenti) rendendo l’esperienza di navigazione fluida e orientando l’utente verso contenuti sempre più specifici.

Anche Semrush offre un ottimo esempio applicato: molte delle sue guide definitive su argomenti come “SEO On-Page” o “Keyword Research” seguono esattamente il modello pillar, con paragrafi-panoramica, link verso approfondimenti interni e call to action pertinenti alla fase del funnel.

Pillar Page, Landing Page e Blog Post: le differenze

È comune confondere la Pillar Page con altri formati di contenuto web, ma i tre tipi di pagina hanno scopi e strutture profondamente diversi. La tabella seguente chiarisce le differenze principali:

Pillar PageLanding PageBlog Post
ObiettivoAutorevolezza tematica e hub di navigazioneGenerare conversioni immediate (lead, vendite)Approfondire un singolo argomento specifico
AmpiezzaAmpia (panoramica su un macro-argomento)Ristretta (focus su un’unica offerta o CTA)Media (un tema preciso e verticale)
Link interniMolti (verso cluster e risorse correlate)Nessuno o pochissimi (no distrazioni)Qualche link verso il pillar e altri articoli
CTAPresenti ma secondariePrincipale e dominanteOpzionali, contestuali
LunghezzaMolto lunga (2000–5000+ parole)Corta o media (focalizzata)Medio lunga (800–2500 parole)
Tempo di risultato SEOLungo termine (autorevolezza progressiva)Breve/medio termine (campagne)Medio termine (posizionamento su long-tail)

Fonti e approfondimenti rilevanti

Ulteriori approfondimenti sulle pillar page

Immagine di Giovanni Cardia
Giovanni Cardia

Dal 2019 mi occupo di ottimizzazione SEO a 360°, per grandi e piccole imprese:: on page, off page e technical.
Laureato in Amministrazione e Organizzazione a Cagliari (UNICA 2018) e qualificato come Responsabile del marketing online per la vendita di prodotti e servizi (Confcommercio S. Sardegna - ISCOM ER. 2019).
Mi concentro sull'ottenimento di traffico al fine di raggiungere gli obiettivi di visualizzazioni e fatturato.

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