La keyword research è ancora il punto di partenza imprescindibile per qualsiasi strategia SEO di successo. Questa attività fondamentale consente di comprendere il linguaggio utilizzato dal pubblico di riferimento, identificare le opportunità di posizionamento e orientare la creazione di contenuti realmente efficaci.

Attraverso un’analisi approfondita delle parole chiave, è possibile intercettare l’intento di ricerca degli utenti, valutare la competitività del mercato e costruire una presenza online solida e duratura. In questa guida esploreremo tutti gli aspetti dell’analisi keyword, dai concetti base agli strumenti operativi, fornendo un approccio pratico e immediatamente applicabile..
Cos’è la keyword research
La keyword research, nota anche come keyword analysis, è il processo strategico di ricerca, identificazione e valutazione delle parole e frasi che gli utenti digitano sui motori di ricerca per trovare prodotti, servizi o informazioni. Questa attività rappresenta una componente centrale di qualsiasi strategia SEO e costituisce il primo passo per chi desidera aumentare la visibilità online.
Il processo di analisi non si limita alla semplice individuazione di termini di ricerca, ma comprende una valutazione approfondita di molteplici fattori: il volume di ricerca mensile, la competitività in SERP, l’intento che sottende ogni query e la loro rilevanza rispetto agli obiettivi aziendali.
Attraverso l’uso di strumenti SEO specializzati e l’analisi del comportamento degli utenti, l’analisi keyword permette di comprendere meglio il pubblico di destinazione e di scoprire esattamente come le persone cercano online ciò che offri. Si tratta di un’attività continuativa che richiede monitoraggio costante, poiché le tendenze di ricerca e il mercato evolvono nel tempo.
Perché l’analisi delle parole chiave è fondamentale per la SEO
L’analisi keyword è considerata uno dei fattori più importanti per il successo di qualsiasi strategia di ottimizzazione per i motori di ricerca. I benefici di questa attività si estendono ben oltre il semplice posizionamento organico:
- Comprendere il pubblico e il suo linguaggio: La ricerca keyword permette di studiare in profondità il pubblico di destinazione, scoprendo esattamente quali termini e frasi utilizza per cercare prodotti o servizi. Questo consente di parlare la stessa lingua degli utenti e avvicinarsi ai potenziali clienti in modo più efficace.
- Migliorare il posizionamento sui motori di ricerca: Ottimizzando i contenuti con le parole chiave giuste, i motori di ricerca comprendono meglio l’argomento del sito web e possono posizionarlo più in alto nelle SERP per le ricerche pertinenti. Le keyword rappresentano infatti i collegamenti fondamentali tra i motori di ricerca e il sito.
- Battere la concorrenza: L’analisi consente di identificare le parole chiave utilizzate dai competitor e scoprire opportunità non ancora sfruttate, migliorando la visibilità del sito e raggiungendo un pubblico più ampio.
- Massimizzare il ROI e le conversioni: Selezionando keyword con alto potenziale di conversione, soprattutto quelle a coda lunga più specifiche, è possibile attrarre traffico qualificato e aumentare significativamente i tassi di conversione. La keyword research rappresenta un investimento strategico per ottenere il massimo dalla presenza online.
- Guidare la strategia di contenuti: L’analisi keyword orienta la creazione di contenuti rilevanti ed efficaci per il content marketing, permettendo di produrre materiale che le persone cercano attivamente sui motori di ricerca.
Come fare la keyword research: il processo step-by-step
L’analisi keyword efficace richiede un approccio metodico e strutturato che va ben oltre la semplice compilazione di una lista casuale di termini. Un processo ordinato e calibrato sui risultati dei motori di ricerca permette di identificare le opportunità più profittevoli e costruire una strategia SEO vincente.
- Definizione degli obiettivi e del target: Il primo passo consiste nello stabilire chiaramente cosa si vuole ottenere con la strategia SEO, come migliorare il posizionamento organico o attrarre traffico qualificato. È fondamentale identificare il pubblico di riferimento e le sue caratteristiche.
- Brainstorming iniziale e lista di partenza: Condurre una sessione di brainstorming coinvolgendo il team per elaborare un elenco preliminare di parole e frasi pertinenti ai prodotti, servizi o competenze specifiche. Questa “lista di partenza” rappresenta il punto di riferimento iniziale per l’espansione successiva.
- Studio del mercato e analisi dei competitor: Analizzare con attenzione chi domina la SERP per gli argomenti di interesse e identificare le parole chiave per cui si posizionano i concorrenti. Esaminare il tipo di contenuto che offrono e le strategie che utilizzano fornisce idee preziose per individuare opportunità non sfruttate.
- Utilizzo degli strumenti professionali: Impiegare strumenti avanzati di ricerca come Google Keyword Planner, SEMrush, Ahrefs o Ubersuggest per espandere l’elenco iniziale e raccogliere dati dettagliati. Sfruttare anche le risorse gratuite come Google Search Console per monitorare le query di ricerca che generano impressioni e clic sul sito.
- Analisi delle metriche chiave: Verificare per ogni keyword il volume di ricerca mensile, la keyword difficulty, il CPC, i trend temporali e l’intento di ricerca. Questa fase permette di validare i dati raccolti e valutare il potenziale reale di ogni termine.
- Filtraggio e selezione strategica: Eliminare le keyword irrilevanti e raggruppare quelle affini per argomento o funnel di vendita. Distinguere i termini a coda lunga da quelli più generici e valutare la pertinenza rispetto ai contenuti del sito.
- Implementazione e monitoraggio continuo: Creare una strategia di contenuti basata sui dati raccolti e assegnare a ogni pagina una keyword primaria e due o tre keyword secondarie. Monitorare costantemente i risultati per adattare la strategia in base alle performance e alle tendenze emergenti.
I fattori chiave da valutare nell’analisi delle keyword

Una volta raccolte le potenziali parole chiave, è essenziale valutarle attraverso parametri specifici che determinano la loro efficacia e il loro potenziale. Comprendere questi fattori permette di prendere decisioni informate e costruire una strategia keyword data-driven che massimizzi i risultati.
Volume di ricerca
Il volume di ricerca rappresenta il numero di volte che una determinata parola chiave viene cercata mensilmente sui motori di ricerca. Questa metrica fornisce un’indicazione della popolarità di un termine e del potenziale traffico che può generare.
Per interpretare correttamente il volume di ricerca, è importante considerare che i valori riportati dagli strumenti sono stime orientative basate su dati aggregati.
Non esiste un valore universalmente ottimale: per siti nuovi o con autorità limitata, keyword con volume di ricerca tra 10 e 1000 ricerche mensili possono rappresentare opportunità più accessibili. Siti affermati possono invece puntare a termini con volumi superiori a 10000 ricerche mensili.
L’importante è bilanciare il volume con la competitività e la rilevanza per il business, privilegiando keyword che attraggano traffico qualificato piuttosto che numeri elevati ma poco convertenti.
Keyword difficulty e competitività
La keyword difficulty è una metrica che indica quanto sia difficile posizionarsi tra i primi risultati organici per una specifica parola chiave, valutando la competitività in SERP. Questa misura considera fattori come l’autorità dei domini già posizionati, la qualità dei loro contenuti e il numero totale di risultati su Google e Bing.
Gli strumenti SEO professionali esprimono questa metrica generalmente su una scala da 0 a 100, dove valori più alti indicano maggiore difficoltà. Per valutarla correttamente, è necessario analizzare manualmente la SERP e verificare l’autorità dei competitor, la qualità dei loro contenuti e il tipo di risultati presenti.
La scelta tra keyword più o meno competitive dipende dalle risorse disponibili e dallo stato del progetto: per siti nuovi è consigliabile puntare inizialmente su keyword a bassa competitività (difficulty inferiore a 30) per ottenere risultati più rapidamente, mentre progetti consolidati possono investire su termini più competitivi con potenziale di traffico maggiore.
Nota: come già detto, la difficulty è una stima. Analizzando manualmente la SERP si possono trovare opportunità con una difficulty che sarebbe considerata troppo alta per il sito da ottimizzare; al contrario si possono trovare keyword con bassa difficulty, che però saranno difficili da posizionare. Solo l’analisi approfondita e l’esperienza del SEO che la compie, possono differenziare meglio le opportunità in base alla difficulty.
Intento di ricerca
L’intento di ricerca, o search intent, rappresenta l’obiettivo che l’utente vuole raggiungere quando digita una query sui motori di ricerca. Comprendere questo fattore è cruciale per creare contenuti che rispondano effettivamente alle esigenze del pubblico e ottimizzare la pertinenza delle pagine.
Gli intenti di ricerca si suddividono in quattro categorie principali:
- Informazionale: L’utente cerca informazioni specifiche, risposte a domande o vuole approfondire un argomento (es. “cos’è la SEO”, “come fare keyword research”).
- Navigazionale: L’utente vuole raggiungere un sito web o una pagina specifica, cercando direttamente il brand o il nome del servizio (es. “Google Analytics login”, “SEMrush”).
- Transazionale: L’utente è pronto all’acquisto o a compiere un’azione specifica come registrarsi o scaricare qualcosa (es. “comprare dominio”, “acquista corso SEO online”).
- Commerciale: L’utente sta valutando opzioni prima dell’acquisto, confrontando prodotti o cercando recensioni (es. “migliori tool SEO”, “Ahrefs vs SEMrush”).
CPC e potenziale di conversione
Il Costo Per Clic (CPC) indica quanto gli inserzionisti sono disposti a pagare per ogni clic su annunci pubblicitari per una specifica keyword nelle campagne PPC. Sebbene questa metrica sia principalmente associata alla pubblicità a pagamento, fornisce indicazioni preziose anche per la strategia SEO organica.
Esiste una correlazione diretta tra CPC elevato e valore commerciale della keyword: termini con CPC alto indicano che quella parola chiave ha un forte potenziale di conversione e genera valore economico.
Gli inserzionisti investono di più su keyword che portano clienti qualificati e vendite concrete. Al contrario, filtrare le parole chiave con CPC pari a zero può aiutare a identificare opportunità di posizionamento organico su termini non sfruttati dai concorrenti, sebbene con potenziale di monetizzazione inferiore. Utilizzare il CPC come indicatore permette di prioritizzare keyword che non solo generano traffico, ma attraggono visitatori con maggiore probabilità di convertire in clienti.
Stagionalità e trend
La stagionalità e i trend temporali rappresentano fattori cruciali per comprendere l’andamento delle ricerche nel tempo e pianificare contenuti al momento giusto. Alcune keyword hanno volumi di ricerca costanti durante l’anno, mentre altre presentano picchi stagionali legati a eventi, festività o periodi specifici.
Per analizzare le tendenze temporali è fondamentale utilizzare strumenti come Google Trends, che mostra l’andamento del termine nel tempo e permette di identificare pattern ricorrenti. Monitorare le parole chiave in crescita consente di individuare opportunità per creare contenuti rilevanti in tempo reale e anticipare il mercato.
Il grafico di tendenza fornisce insight preziosi per pianificare il calendario editoriale, pubblicando contenuti ottimizzati per keyword stagionali alcune settimane prima del picco di ricerca previsto. Questa analisi permette anche di distinguere tra trend passeggeri e cambiamenti duraturi nel comportamento di ricerca degli utenti.
Tipologie di keyword: head, body e long tail
Le parole chiave si differenziano non solo per volume di ricerca ma anche a livello strutturale, e questa classificazione influenza significativamente la strategia SEO. Comprendere le caratteristiche di ciascuna tipologia permette di sfruttare al meglio le potenzialità di ogni keyword e costruire un approccio bilanciato.
Head keyword (parole chiave di testa)
- Composte da una o massimo due parole, rappresentano termini generici e molto diffusi
- Presentano volumi di ricerca elevati con migliaia o decine di migliaia di ricerche mensili
- Altissima competitività che rende difficile il posizionamento, specialmente per siti nuovi
- Garantiscono grande visibilità ma tassi di conversione generalmente più bassi per la scarsa specificità
- Esempi: “scarpe”, “SEO”, “abito da sposa”, “casseruola”
Body keyword (parole chiave intermedie)
- Costituiscono la fascia intermedia della curva, composte da due o tre termini
- Volumi di ricerca medi e competitività moderata, rappresentando un buon compromesso strategico
- Maggiore specificità rispetto alle head keyword ma ancora sufficientemente ampie da generare traffico consistente
- Esempi: “scarpe running”, “corso SEO online”, “abito da sposa lungo”
Long tail keyword (parole chiave a coda lunga)
- Frasi di ricerca lunghe e specifiche composte da tre a cinque o più parole
- Volumi di ricerca relativamente bassi ma altamente mirati a soddisfare esigenze specifiche degli utenti
- Bassa competitività che facilita il posizionamento e riduce i punteggi di keyword difficulty
- Tassi di conversione significativamente più elevati perché intercettano utenti con intenti chiari e pronti all’azione
- Sfruttate complessivamente generano traffico più consistente e qualificato delle sole head keyword
- Esempi: “scarpe da corsa leggere per maratona”, “come fare keyword research per blog”, “abito da sposa monospalla manica lunga”
I migliori strumenti per l’analisi keyword
Condurre un’analisi keyword efficace richiede l’utilizzo di strumenti professionali che forniscono dati accurati su volumi di ricerca, competitività e opportunità.

Sul mercato esistono soluzioni gratuite e a pagamento, ciascuna con funzionalità specifiche per diverse esigenze strategiche.
Strumenti per keyword research gratuiti e a pagamento
- Google Trends: Strumento gratuito essenziale per analizzare la stagionalità e i trend temporali delle keyword. Mostra l’andamento dell’interesse nel tempo, confronta più termini simultaneamente e identifica le regioni geografiche con maggiore volume di ricerca. Particolarmente utile per individuare keyword in crescita, pianificare contenuti stagionali e distinguere tra mode passeggere e cambiamenti duraturi nel comportamento di ricerca.
- Gratuito? Si, totalmente. Mostra solo percentuali e interesse nel tempo
- Google Keyword Planner: Lo strumento ufficiale gratuito di Google integrato in Google Ads, ideale per chi inizia con la keyword research. Fornisce dati direttamente dalla fonte più autorevole sui volumi di ricerca mensili, CPC stimato e livello di concorrenza per le campagne pubblicitarie. Particolarmente utile per identificare nuove opportunità keyword e pianificare budget pubblicitari, anche se i dati di volume sono aggregati in range per account senza campagne attive.
- Ahrefs: Riconosciuto per il database di backlink più esteso al mondo e per la precisione dei dati keyword. I punti di forza includono il Keywords Explorer con metriche avanzate come il “Clicks” che stima il traffico reale considerando i clic distribuiti tra risultati organici e paid, e il “Parent Topic” che identifica l’argomento principale da targetizzare. Eccellente per l’analisi della concorrenza e per scoprire content gap sfruttabili.
- Gratuito? Strumento di ricerca free limitato.
- Ubersuggest: Sviluppato da Neil Patel, rappresenta un’eccellente opzione gratuita con funzionalità limitate ma efficaci per iniziare. Fornisce suggerimenti di keyword, dati su volume di ricerca, SEO difficulty e CPC, oltre a idee di contenuti basate sulle performance dei competitor. La versione gratuita permette un numero limitato di ricerche giornaliere, rendendolo perfetto per piccoli progetti o per chi ha budget contenuti.
- Gratuito? Solo per poche ricerche al mese
- SEMrush: Piattaforma completa che offre analisi approfondite di keyword, competitor e SERP con database estesi a livello globale. Le sue caratteristiche distintive includono la Keyword Magic Tool per espandere le liste, l’analisi dei gap keyword rispetto ai competitor e reportistiche dettagliate su difficoltà, intento di ricerca e SERP features. Permette inoltre di monitorare il posizionamento nel tempo e scoprire le keyword per cui si posizionano i concorrenti.
- Gratuito? Solo per poche ricerche al mese
- SEOZoom: Lo strumento di riferimento per il mercato italiano, ottimizzato specificamente per analizzare le SERP di Google.it. Offre dati precisi per keyword in lingua italiana, analisi della Zoom Authority dei competitor, suggerimenti di keyword correlate e un’interfaccia completamente localizzata. Ideale per chi lavora prevalentemente sul mercato italiano e necessita di dati verticali sul territorio.
- Gratuito? No, possibile prova gratuita.
Analisi della concorrenza e gap analysis
L’analisi della concorrenza rappresenta una componente strategica fondamentale della keyword research, permettendo di scoprire opportunità non ancora sfruttate e comprendere le tattiche vincenti del settore.

La gap analysis consiste nell’identificare le parole chiave per cui i competitor si posizionano con successo ma che il proprio sito non sta ancora targetizzando.

Per condurre questa analisi, è necessario identificare i principali concorrenti organici per le keyword di interesse ed esaminare il loro profilo keyword utilizzando strumenti come Ahrefs o Ubersuggest.
Questi tool permettono di estrarre l’elenco completo delle parole chiave che generano traffico ai siti competitor e individuare i “content gap”, ovvero argomenti e termini presidiati dalla concorrenza ma assenti dalla propria strategia.
L’analisi deve concentrarsi non solo sulle keyword in sé, ma anche sul tipo di contenuto prodotto, sulla struttura delle pagine posizionate e sugli elementi che le rendono competitive in SERP. Questo approccio data-driven consente di individuare nicchie profittevoli, comprendere l’autorità necessaria per competere efficacemente e costruire una roadmap di contenuti basata su opportunità concrete e misurabili.
Dall’analisi all’implementazione: come usare le keyword nei contenuti
Una volta completata l’analisi e selezionate le keyword target, il passaggio cruciale consiste nell’implementarle strategicamente all’interno dei contenuti. L’ottimizzazione on-page richiede un approccio naturale e user-centric, evitando il keyword stuffing che può penalizzare il posizionamento.
- Link interni: Utilizzare le keyword come anchor text per i link interni verso altre pagine rilevanti del sito, costruendo una struttura di collegamento semantico che rafforza l’autorità tematica complessivaa
- Title tag: Inserire la keyword principale all’inizio del titolo della pagina, mantenendolo tra 50-60 caratteri per garantire la visualizzazione completa in SERP. Il title tag è uno dei fattori di ranking più importanti e deve essere attraente per gli utenti oltre che ottimizzato per i motori di ricerca.
- Meta description: Includere la keyword primaria e termini correlati nella meta description di 150-160 caratteri, creando una call-to-action convincente che incentivi il clic. Sebbene non influenzi direttamente il ranking, impatta significativamente il CTR organico.
- URL: Creare URL brevi, descrittivi e contenenti la keyword principale separata da trattini, evitando parametri inutili e numeri generici. Un URL pulito migliora sia la comprensione per i motori di ricerca che l’esperienza utente.
- H1: Utilizzare la keyword principale nell’heading H1 della pagina, che deve essere unico e riassumere chiaramente l’argomento del contenuto. Ogni pagina deve avere un solo H1 che rappresenta il titolo principale visibile agli utenti.
- H2 e sottotitoli: Distribuire keyword secondarie e varianti semantiche negli heading H2 e H3 per strutturare logicamente il contenuto e coprire il campo semantico dell’argomento. Questa pratica aiuta sia la scansione dei motori di ricerca che la leggibilità per gli utenti.
- Corpo del testo: Inserire naturalmente la keyword principale nelle prime 100 parole e distribuirla organicamente nel contenuto insieme a sinonimi e termini correlati. Mantenere una densità keyword naturale (1-2%) privilegiando la qualità e la pertinenza del contenuto rispetto alla ripetizione meccanica del termine.
- Attributi alt delle immagini: Ottimizzare gli attributi alt delle immagini includendo descrizioni pertinenti con la keyword quando appropriato, migliorando l’accessibilità e fornendo contesto aggiuntivo ai motori di ricerca.



