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Link Building: Cos’è, come Funziona e come farla

Nel mondo della SEO, la link building rappresenta una delle strategie più potenti per migliorare il posizionamento di un sito web sui motori di ricerca. Si tratta dell’attività di acquisizione di link in entrata (backlink) da altri siti web verso il proprio. Questi collegamenti sono interpretati da Google come segnali di fiducia e autorevolezza: più link di qualità puntano al tuo sito, maggiore sarà la sua credibilità agli occhi del motore di ricerca.

Una strategia di link building efficace può fare la differenza tra apparire nella prima o nella terza pagina dei risultati di ricerca.

Link Building: Cos'è, come Funziona e come farla 1

La link building è l’insieme di attività finalizzate a ottenere link da altri siti web che puntano verso le pagine del proprio dominio. Questi collegamenti, chiamati backlink o link in entrata, fungono da “voti di fiducia” che altri siti concedono ai tuoi contenuti.

Quando un sito autorevole inserisce un link verso il tuo, comunica a Google che i tuoi contenuti sono rilevanti e meritevoli di attenzione. Non tutti i link hanno lo stesso valore: un backlink proveniente da un sito affidabile, pertinente al tuo settore e con buona reputazione avrà un impatto molto maggiore rispetto a un link da un sito sconosciuto o di scarsa qualità.

La link building fa parte della SEO off-page, ovvero tutte quelle attività di ottimizzazione che avvengono al di fuori del proprio sito web. A differenza della SEO on-page, che si concentra sui contenuti e sulla struttura interna, la link building richiede la costruzione di relazioni con altri siti e la creazione di contenuti talmente validi da meritare citazioni spontanee.

I backlink rappresentano uno dei fattori di ranking più influenti nell’algoritmo di Google. Ecco perché investire in una strategia di link building è fondamentale:

  • Migliora il posizionamento organico: i siti con profili backlink solidi e di qualità tendono a posizionarsi meglio nelle SERP (pagine dei risultati di ricerca). Google considera i link come segnali di autorevolezza e pertinenza, premiando i siti che li ottengono da fonti affidabili
  • Aumenta l’autorevolezza del dominio: ogni link di qualità contribuisce ad accrescere la Domain Authority (DA) o il Domain Rating (DR) del tuo sito. Queste metriche misurano la forza complessiva del tuo dominio e influenzano la capacità di posizionarti per keyword competitive
  • Genera traffico di riferimento: i backlink non servono solo per la SEO, ma portano anche traffico diretto al tuo sito. Gli utenti che cliccano sui link da altri siti rappresentano visitatori potenzialmente interessati ai tuoi contenuti o prodotti
  • Accelera l’indicizzazione: i link aiutano i crawler di Google a scoprire nuove pagine del tuo sito più rapidamente. Un sito ben collegato viene scansionato con maggiore frequenza, facilitando l’indicizzazione di nuovi contenuti

Google valuta i backlink attraverso algoritmi complessi che analizzano numerosi fattori per determinare la qualità e l’autorevolezza di un link. Il concetto chiave è il link juice, letteralmente “succo del link”, che rappresenta il valore trasmesso da una pagina all’altra attraverso un collegamento ipertestuale.

Quando un sito autorevole linka una tua pagina, trasferisce parte della sua autorevolezza attraverso quel link. Più la pagina sorgente è forte e pertinente, maggiore sarà il valore trasmesso. Questo valore si distribuisce tra tutti i link presenti nella pagina: una pagina con pochi link esterni trasferirà più autorevolezza a ciascuno di essi rispetto a una pagina piena di collegamenti.

Google considera anche la rilevanza tematica tra il sito che linka e quello linkato. Un backlink da un blog di cucina verso un sito di ricette avrà più peso di un link proveniente da un sito di elettronica. L’algoritmo valuta il contesto in cui il link è inserito, il testo che lo circonda e l’anchor text utilizzato.

La posizione del link all’interno della pagina influisce sul suo valore. I link inseriti nel corpo principale del contenuto hanno generalmente più peso rispetto a quelli posizionati nel footer o nella sidebar. Google distingue anche tra link dofollow, che trasmettono autorevolezza, e link nofollow, che indicano ai crawler di non seguire il collegamento o non trasferire valore SEO.

L’aggiornamento Google Penguin, introdotto per combattere lo spam, ha rivoluzionato la link building penalizzando pratiche manipolative come l’acquisto di link o l’uso eccessivo di anchor text ottimizzati. Oggi l’algoritmo premia i profili backlink naturali, caratterizzati da varietà di fonti, anchor text diversificati e crescita organica nel tempo.

Non tutti i link sono uguali. Comprendere le diverse tipologie è fondamentale per costruire una strategia di link building efficace e conforme alle linee guida dei motori di ricerca.

TipologiaDescrizioneCaratteristicheImpatto SEO
Link DofollowCollegamenti standard che trasmettono autorevolezza e link juiceSeguiti dai crawler di Google; impostazione predefinita dei link webContribuiscono direttamente al posizionamento; trasferiscono valore SEO
Link NofollowContengono attributo HTML (rel=”nofollow”)Non trasferiscono valore SEO diretto; comuni su social media, Wikipedia, forumGenerano traffico e visibilità; contribuiscono a un profilo naturale
Link InterniCollegano pagine diverse dello stesso dominioDistribuiscono autorevolezza tra le pagine; migliorano navigazione e architetturaPotenziano pagine strategiche; aiutano Google a comprendere la struttura del sito
Link Esterni (Outbound)Puntano verso altri siti webCitano fonti autorevoli; dimostrano documentazione accurataAumentano credibilità del contenuto; segnalano qualità editoriale
Backlink (Link in entrata)Collegamenti esterni da altri siti verso il proprioCuore della link building; trasmettono autorevolezza al dominioFattore di ranking primario; determinano l’autorevolezza del dominio
Link NaturaliOttenuti spontaneamente senza sollecitazioneCreati volontariamente da webmaster, blogger, giornalistiMassimo valore SEO; premiati da Google come voti di fiducia genuini
Link ArtificialiCostruiti con pratiche manipolative (acquisto, PBN, spam)Violano le linee guida di Google; pattern riconoscibili dall’algoritmoRischio penalizzazioni severe; crollo del posizionamento

Link dofollow e nofollow

I link dofollow sono collegamenti standard che trasmettono autorevolezza e link juice dalla pagina sorgente a quella di destinazione. Questi link vengono seguiti dai crawler di Google e contribuiscono direttamente al miglioramento del posizionamento SEO. La maggior parte dei link sul web sono dofollow per impostazione predefinita.

I link nofollow, invece, contengono un attributo HTML (rel=”nofollow”) che indica ai motori di ricerca di non trasferire valore SEO attraverso quel collegamento. Introdotti per combattere lo spam nei commenti e nei link a pagamento, i nofollow non sono inutili: generano comunque traffico, aumentano la visibilità del brand e contribuiscono a creare un profilo backlink naturale.

Un profilo link equilibrato dovrebbe includere entrambe le tipologie. Un eccesso di link dofollow può apparire sospetto a Google, mentre una presenza di link nofollow (da social media, Wikipedia, forum) è assolutamente normale e salutare.

Link interni ed esterni

I link interni collegano diverse pagine all’interno dello stesso dominio. Sono fondamentali per la SEO perché distribuiscono l’autorevolezza tra le pagine del sito, migliorano la navigazione degli utenti e aiutano Google a comprendere la struttura e la gerarchia dei contenuti. Una strategia di internal linking ben pianificata può potenziare il posizionamento delle pagine più importanti.

I link esterni (o outbound link) puntano invece verso altri siti web. Linkare fonti autorevoli e pertinenti al proprio contenuto è considerato una buona pratica: dimostra che i tuoi contenuti sono ben documentati e aumenta la credibilità agli occhi di Google e degli utenti.

Quando parliamo di link building, ci riferiamo principalmente ai backlink o link in entrata, ovvero i collegamenti esterni che altri siti creano verso il nostro. Questi sono il cuore della link building e il fattore che influenza maggiormente l’autorevolezza del dominio.

Link naturali vs link artificiali

I link naturali (o organici) sono quelli ottenuti spontaneamente, senza alcuna sollecitazione diretta. Vengono creati da altri webmaster, blogger o giornalisti perché trovano i tuoi contenuti utili, interessanti o degni di citazione. Sono il tipo di link più prezioso e sicuro: Google li premia perché rappresentano un genuino voto di fiducia.

I link artificiali sono invece costruiti attraverso pratiche manipolative: acquisto di link, scambi eccessivi, network privati di blog (PBN), comment spam o directory di scarsa qualità. Queste tecniche violano le linee guida di Google e possono portare a penalizzazioni severe, con conseguente crollo del posizionamento.

Google è sempre più abile nell’identificare pattern innaturali. Il suo obiettivo è premiare i siti che meritano genuinamente i link ricevuti. Per questo motivo, le strategie moderne di link building puntano sul link earning: creare contenuti talmente validi da guadagnarsi link naturali, pur supportando il processo con attività di outreach e digital PR.

Non conta solo il numero di backlink, ma soprattutto la loro qualità. Ecco i fattori che determinano il valore di un link:

  • Autorevolezza del dominio: un link da un sito con alta Domain Authority (DA) o Domain Rating (DR) vale molto di più di decine di link da siti sconosciuti. Metriche come DA, DR, Trust Flow e Citation Flow aiutano a valutare la forza di un dominio
  • Rilevanza tematica: i link da siti del tuo stesso settore o nicchia hanno un peso maggiore. Un e-commerce di abbigliamento trarrà più beneficio da un link di un fashion blog che da un sito di giardinaggio, anche se quest’ultimo fosse più autorevole
  • Posizionamento del link nella pagina: i collegamenti inseriti nel corpo principale del contenuto (above the fold) hanno più valore rispetto a quelli nel footer, sidebar o sezioni meno visibili. Google attribuisce maggiore importanza ai link contestualizzati all’interno di testi rilevanti
  • Traffico organico del sito sorgente: un backlink da un sito che riceve migliaia di visitatori al mese non solo trasferisce autorevolezza, ma genera anche traffico di riferimento diretto. I siti con buon traffico organico sono generalmente considerati più affidabili
  • Contesto e contenuto circostante: il testo che circonda il link e l’anchor text utilizzato devono essere pertinenti con la pagina di destinazione. Un link inserito in un contesto coerente e naturale è più efficace di uno forzato o fuori tema
  • Diversificazione del profilo backlink: avere link da molte fonti diverse (blog, testate giornalistiche, siti istituzionali, forum autorevoli) è preferibile rispetto a decine di link provenienti sempre dagli stessi domini. La varietà segnala naturalezza
  • Freschezza del link: i backlink recenti tendono ad avere più peso rispetto a quelli molto vecchi. Un profilo link che cresce costantemente nel tempo appare più naturale e attivo
  • Spam Score basso: è fondamentale verificare che il sito sorgente non sia penalizzato o associato a pratiche spam. Tool come Moz e Semrush forniscono metriche di spam score che aiutano a identificare link potenzialmente dannosi

Costruire un profilo backlink di qualità richiede metodo e pazienza. Ecco le strategie più efficaci per ottenere link autorevoli in modo naturale e conforme alle linee guida di Google.

StrategiaDescrizioneCome implementarlaVantaggiDifficoltà
Guest PostingScrivere articoli come autore ospite per blog e siti del settoreIdentificare blog autorevoli; studiare lo stile editoriale; proporre 2-3 idee originali; offrire contenuti di valore realeVisibilità, autorevolezza, backlink contestualizzati; situazione win-winMedia
Digital PR e Menzioni StampaOttenere link da testate giornalistiche e magazine onlineCreare storie degne di nota; costruire media list; inviare comunicati mirati e personalizzatiBacklink altamente autorevoli; credibilità massima; traffico qualificatoAlta
Broken Link BuildingSostituire link rotti su siti autorevoli con i propri contenutiUsare tool (Ahrefs, Semrush, Check My Links); identificare errori 404; contattare webmaster offrendo alternativa validaApproccio genuinamente utile; alta percentuale di successo; backlink di qualitàMedia
Contenuti LinkabiliCreare “link magnet” che attraggono citazioni spontaneeProdurre infografiche, ricerche originali, guide complete (pillar content), tool gratuiti, template scaricabiliRisultati duraturi nel tempo; link spontanei continui; posizionamento come autoritàAlta
Link EarningFarsi linkare naturalmente meritando i collegamentiPubblicare contenuti che risolvono problemi reali; partecipare attivamente alle conversazioni del settore; costruire personal brandingMassima sicurezza SEO; autorevolezza solida; immune da penalizzazioniMolto alta
Collaborazioni e PartnershipCostruire relazioni autentiche con professionisti e brand del settorePartecipare a eventi; collaborare a progetti comuni; fare/rilasciare interviste; sponsorizzazioni; accordi commercialiLink organici e contestualizzati; opportunità di business continuative; ecosistema di relazioniMedia-alta

Guest posting

Il guest posting consiste nello scrivere articoli come autore ospite per blog e siti web del tuo settore. In cambio del contenuto di qualità che fornisci gratuitamente, ottieni uno o più link verso il tuo sito, solitamente nella bio dell’autore o contestualizzati all’interno dell’articolo.

Per implementare questa strategia, inizia identificando blog autorevoli nella tua nicchia che accettano contributi esterni. Studia il loro stile editoriale, i temi trattati e il tipo di contenuti che pubblicano. Contatta i proprietari o i redattori con una proposta personalizzata, presentando 2-3 idee di articoli originali e rilevanti per il loro pubblico.

La chiave del successo è offrire contenuti di valore reale, non articoli promozionali mascherati. Il tuo contributo deve essere ben scritto, approfondito e utile per i lettori del sito ospitante. Evita l’eccesso di anchor text ottimizzati: un link naturale con il nome del tuo brand o un anchor generico è più sicuro e credibile.

Il guest posting funziona perché crea una situazione win-win: il sito ospitante riceve contenuti gratuiti di qualità, tu ottieni visibilità, autorevolezza e backlink preziosi.

Digital PR e menzioni stampa

La Digital PR applica le tecniche delle pubbliche relazioni tradizionali al mondo digitale, con l’obiettivo di ottenere menzioni e link da testate giornalistiche, magazine online e siti di news autorevoli. Questi backlink sono tra i più preziosi perché provengono da fonti ad alta credibilità.

Per ottenere copertura mediatica, devi creare storie degne di nota: lanci di prodotto innovativi, ricerche originali con dati esclusivi, commenti da esperti su tematiche di attualità, eventi o iniziative con impatto sociale. I giornalisti cercano costantemente contenuti interessanti per i loro lettori.

Costruisci una media list di giornalisti e blogger che si occupano del tuo settore. Segui il loro lavoro, interagisci con i loro contenuti sui social e stabilisci relazioni prima di chiedere qualcosa. Quando hai una storia da proporre, invia comunicati stampa mirati e personalizzati, evitando messaggi generici inviati in massa.

Strumenti come HARO (Help a Reporter Out) mettono in contatto giornalisti in cerca di fonti esperte con professionisti disposti a fornire dichiarazioni. Rispondere tempestivamente a queste richieste può fruttare menzioni e link da testate di primo piano.

Broken link building

La broken link building è una tecnica elegante che consiste nell’individuare link non funzionanti su siti autorevoli e proporre i tuoi contenuti come sostituzione. È una strategia vantaggiosa per tutti: il webmaster risolve un problema sul suo sito, tu ottieni un backlink di qualità.

Per applicarla, utilizza tool come Ahrefs, Semrush o estensioni browser come Check My Links per scansionare siti rilevanti nella tua nicchia e identificare pagine con link rotti (errori 404). Verifica quale contenuto puntava quel link originariamente, utilizzando l’archivio Wayback Machine se necessario.

Se hai una risorsa simile o migliore sul tuo sito, contatta il proprietario del sito segnalando gentilmente il link rotto e offrendo il tuo contenuto come alternativa valida. Se non hai una risorsa adatta, considera di crearla appositamente: una guida completa o un articolo approfondito che sostituisca degnamente il contenuto scomparso.

Il successo di questa tecnica dipende dalla capacità di essere genuinamente utili. Il tuo messaggio deve concentrarsi sulla risoluzione del problema, non sulla promozione del tuo link.

Creazione di contenuti linkabili

La strategia più sostenibile a lungo termine è creare contenuti talmente validi da meritare link spontanei. Questi “link magnet” attraggono naturalmente citazioni e condivisioni perché offrono valore unico e difficilmente replicabile.

Le infografiche sono tra i contenuti più linkati: visualizzano dati complessi in modo immediato e accattivante, perfette per essere condivise e citate. Devono presentare informazioni originali, essere graficamente curate e facilmente condivisibili con codice embed.

Le ricerche originali con dati esclusivi sono oro puro per la link building. Sondaggi, analisi di settore, statistiche inedite e report approfonditi vengono citati da blogger, giornalisti e altri professionisti che necessitano di fonti autorevoli per i loro contenuti.

Le guide complete (pillar content) che esauriscono un argomento in modo esaustivo diventano risorse di riferimento nel settore. Tool gratuiti, calcolatori, template scaricabili e risorse pratiche sono altrettanto efficaci per generare backlink.

Investire nella creazione di questi contenuti richiede tempo e risorse, ma i risultati sono duraturi. Un’infografica o una ricerca ben fatta può continuare ad attrarre link per anni.

Link earning: farsi linkare naturalmente

Il link earning rappresenta l’evoluzione naturale della link building: invece di costruire attivamente collegamenti, si creano le condizioni perché altri decidano spontaneamente di linkarti. È l’approccio più sicuro e premiato da Google.

La differenza fondamentale con la link building tradizionale sta nell’atteggiamento: non chiedi link, li meriti. Questo significa concentrarsi sulla qualità assoluta dei contenuti, sulla reputazione del brand e sul valore offerto alla community.

Per implementare una strategia di link earning, pubblica contenuti che risolvono problemi reali, rispondi a domande frequenti in modo più completo di chiunque altro, condividi expertise genuina. Partecipa attivamente alle conversazioni del tuo settore, intervieni su social media e forum con contributi utili, costruisci una reputazione di autorità nella tua nicchia.

Il personal branding gioca un ruolo cruciale: quando diventi un punto di riferimento riconosciuto, i tuoi contenuti vengono naturalmente citati e linkati. Questa strategia richiede tempo e costanza, ma costruisce un’autorevolezza solida e immune da penalizzazioni.

Collaborazioni e partnership

Costruire relazioni autentiche con altri professionisti, brand e influencer del tuo settore è una delle strategie di link building più naturali ed efficaci. Le partnership aprono opportunità di link reciproci che risultano organici e contestualizzati.

Partecipa a eventi di settore, webinar e conferenze dove puoi incontrare potenziali partner. Collabora a progetti comuni: ricerche condivise, eventi co-brandizzati, contenuti collaborativi dove entrambe le parti contribuiscono con la propria expertise e promuovono il risultato sui rispettivi canali.

Le interviste sono un ottimo strumento: intervistare esperti del settore sul tuo blog ti permette di ottenere contenuti di valore e spesso l’intervistato condividerà l’articolo (con link al tuo sito) sui suoi canali. Allo stesso modo, farti intervistare da altri siti genera backlink naturali.

Gli accordi commerciali possono includere componenti di link building: fornitori, distributori, partner tecnologici e clienti business possono linkare al tuo sito in modo del tutto naturale. Anche le sponsorizzazioni di eventi, associazioni di categoria o iniziative no-profit generano spesso backlink da siti autorevoli.

Il networking richiede investimento di tempo ma crea un ecosistema di relazioni che produce link, visibilità e opportunità di business in modo continuativo e sostenibile.

Anchor text: come usarlo correttamente

L’anchor text (o testo di ancoraggio) è la porzione di testo cliccabile di un link, solitamente evidenziata in blu e sottolineata. Rappresenta un elemento cruciale per la SEO perché comunica a Google e agli utenti l’argomento della pagina di destinazione. Un anchor text ben scelto aiuta i motori di ricerca a comprendere la rilevanza del link e a classificare correttamente i contenuti.

Esistono diverse tipologie di anchor text, ciascuna con caratteristiche e utilizzi specifici:

  • Branded: utilizza il nome del brand o dell’azienda (es. “Semrush”, “Nike”, “Apple”). Sono anchor text sicuri e naturali, particolarmente indicati per costruire brand awareness e creare un profilo link equilibrato
  • Exact match: corrisponde esattamente alla keyword per cui vuoi posizionarti (es. “scarpe running” che linka a una pagina sulle scarpe da corsa). Molto potente per la SEO ma rischioso se abusato, poiché può apparire manipolativo a Google
  • Partial match: contiene la keyword target insieme ad altre parole (es. “migliori scarpe running per principianti”). Più naturale dell’exact match e comunque efficace per il posizionamento
  • Naked URL: mostra l’URL completo come anchor text (es. “https://www.esempio.it“). Completamente naturale e comune in citazioni, comunicati stampa e menzioni informali
  • Generico: utilizza espressioni generiche come “clicca qui”, “scopri di più”, “leggi l’articolo”, “questo sito”. Molto comuni e naturali, non trasmettono informazioni sulla pagina di destinazione ma contribuiscono alla varietà del profilo link

La distribuzione naturale degli anchor text è fondamentale per evitare penalizzazioni. Un profilo sano dovrebbe contenere una maggioranza di anchor branded e generici (60-70%), con una percentuale moderata di partial match (20-30%) e solo una piccola quota di exact match (5-10%). Un eccesso di anchor text ottimizzati con la stessa keyword è un chiaro segnale di manipolazione per Google.

Per creare anchor text naturali, poniti questa domanda: “Come linkerebbe questa risorsa un utente reale che scrive spontaneamente?”. Evita formule ripetitive e cerca varietà: se hai già 10 link con anchor “consulenza SEO”, usa varianti come “servizi di ottimizzazione”, il nome della tua agenzia, o semplicemente “scopri di più”. L’anchor text dovrebbe integrarsi fluidamente nel contesto della frase, senza apparire forzato o fuori luogo.

Il contesto tra la pagina sorgente e quella di destinazione influenza enormemente l’efficacia dell’anchor text. Se un articolo su “strategie di marketing digitale” linka una guida sulla SEO con anchor “ottimizzazione per motori di ricerca”, Google riconosce la coerenza tematica e attribuisce maggior valore al link. Al contrario, un anchor “ricette vegane” su un sito di cucina che punta a una pagina di servizi SEO risulterebbe innaturale e sospetto.

In modo più avanzato, usare anchor “Migliori strumenti SEO” per linkare l’homepage di agenzia di marketing non è corretto. Nonostante il link juice possa comunque essere distribuito, l’utente si aspetta una pagina che contiene i migliori tool SEO, non l’homepage di una agenzia.

Quando costruisci link attraverso guest post o collaborazioni, assicurati che l’anchor text sia pertinente sia con il contenuto che lo ospita sia con la pagina di arrivo. Un anchor contestualizzato all’interno di un paragrafo rilevante ha molto più peso di uno inserito in modo arbitrario. La naturalezza deve essere il criterio guida: scrivi pensando prima all’utilità per il lettore, poi all’ottimizzazione SEO.

Alcune pratiche di link building possono danneggiare gravemente il posizionamento del tuo sito, portando a penalizzazioni manuali o algoritmiche da parte di Google. Ecco gli errori più comuni da evitare assolutamente:

  • Acquistare link: comprare backlink è una violazione diretta delle linee guida di Google. Anche se alcuni venditori promettono link “sicuri” o “naturali”, gli algoritmi sono sempre più sofisticati nell’identificare schemi di link a pagamento. Le penalizzazioni possono essere devastanti e difficili da recuperare
  • Utilizzare reti private di blog (PBN): creare o partecipare a network di siti costruiti esclusivamente per generare backlink è una pratica black hat. Google identifica questi pattern attraverso analisi degli IP, registrazione domini, contenuti duplicati e strutture di link anomale
  • Link spam nei commenti e forum: inserire link in massa nei commenti di blog, forum o sezioni Q&A senza fornire valore reale è spam. Questi link sono quasi sempre nofollow e possono danneggiare la reputazione del tuo brand oltre che attirare penalizzazioni
  • Anchor text eccessivamente ottimizzato: usare sempre lo stesso exact match anchor text per tutte le tue keyword target è un segnale lampante di manipolazione. Un profilo naturale presenta grande varietà di anchor text, con predominanza di branded e generici
  • Link da siti penalizzati o spam: anche un singolo backlink da siti di bassa qualità, penalizzati o associati a contenuti spam può contaminare il tuo profilo. Monitora regolarmente i tuoi backlink e utilizza il Disavow Tool di Google per rinnegare collegamenti dannosi
  • Scambi link eccessivi: “Tu linki me, io linko te” è uno schema vecchio e facilmente rilevabile. Scambi reciproci occasionali tra siti realmente correlati possono essere naturali, ma pattern sistematici di link reciproci vengono penalizzati
  • Link da directory di bassa qualità: iscriversi a centinaia di directory generiche, non moderated e di scarso valore è tempo perso e potenzialmente dannoso. Solo directory autorevoli e specifiche del settore hanno ancora valore
  • Crescita innaturale del profilo link: ottenere centinaia di backlink in pochi giorni dopo mesi di inattività è sospetto. La crescita dovrebbe essere graduale e costante nel tempo, riflettendo l’espansione naturale della visibilità del sito
  • Contenuti duplicati per guest post: pubblicare lo stesso articolo su decine di siti diversi solo per ottenere link crea contenuti duplicati e appare manipolativo. Ogni contributo dovrebbe essere unico e personalizzato per il sito ospitante
  • Ignorare la rilevanza tematica: cercare link ovunque senza considerare la pertinenza porta a un profilo backlink innaturale. Concentrati su siti che hanno senso nel contesto della tua nicchia

Prima di investire tempo ed energie per ottenere un backlink, è fondamentale valutarne la qualità potenziale. Non tutti i link portano benefici: alcuni possono essere inutili, altri addirittura dannosi. Una verifica accurata ti permette di concentrare gli sforzi sui link che faranno davvero la differenza per il tuo posizionamento.

Ecco le metriche e i fattori chiave da controllare:

  • Domain Authority (DA) e Domain Rating (DR): queste metriche, sviluppate rispettivamente da Moz e Ahrefs, misurano l’autorevolezza complessiva di un dominio su una scala da 0 a 100. Siti con DA/DR superiore a 40-50 sono considerati mediamente autorevoli, oltre 60 sono molto forti. Punta a backlink da domini con metriche superiori o almeno comparabili al tuo
  • Spam Score: questa metrica di Moz indica la probabilità che un sito sia penalizzato o coinvolto in pratiche spam. Uno spam score superiore a 30-40% rappresenta un campanello d’allarme. Evita backlink da siti con spam score elevato, anche se hanno DA alta
  • Traffico organico stimato: un sito che riceve traffico consistente dai motori di ricerca è generalmente affidabile e di qualità. Tool come Ahrefs e Semrush forniscono stime del traffico organico mensile. Un sito con migliaia di visitatori al mese è un’ottima fonte di backlink
  • Rilevanza tematica: verifica che il sito operi nella tua stessa nicchia o in settori correlati. Un backlink tematicamente rilevante vale molto di più di uno da un sito generico o fuori contesto, indipendentemente dalle metriche di autorevolezza
  • Posizione e contesto del link: analizza dove verrebbe posizionato il tuo link sulla pagina. I link nel corpo principale dell’articolo, circondati da contenuto rilevante, sono molto più preziosi di quelli in sidebar, footer o pagine “partner” piene di altri link
  • Profilo backlink del sito sorgente: esamina da quali siti riceve link il dominio che stai valutando. Se il suo profilo backlink è pulito e proviene da fonti autorevoli, è un buon segno. Se invece è pieno di link spam o PBN, meglio evitare
  • Presenza di penalizzazioni: verifica se il sito ha subito cali di traffico improvvisi che potrebbero indicare penalizzazioni di Google. Grafici di traffico in picchiata o assenza totale di visibilità organica sono segnali negativi
  • Numero di link in uscita sulla pagina: una pagina che contiene decine o centinaia di link esterni diluisce il valore trasmesso a ciascuno. Preferisci pagine con pochi link in uscita di qualità

Gli strumenti giusti rendono la link building più efficiente e data-driven. Ecco i tool essenziali per analizzare, costruire e monitorare il tuo profilo backlink:

  • Ahrefs: considerato il tool più completo per la link building, offre il database di backlink più vasto del settore. Permette di analizzare profili link dei competitor, identificare opportunità, monitorare nuovi backlink acquisiti e valutare la qualità dei link con metriche come Domain Rating e URL Rating
  • Majestic: specializzato nell’analisi dei backlink, fornisce metriche uniche come Trust Flow (qualità) e Citation Flow (quantità). Particolarmente utile per valutare l’autorevolezza tematica dei siti attraverso i “Topical Trust Flow”
  • Semrush: piattaforma all-in-one che include potenti funzionalità di link building. Lo strumento “Backlink Analytics” analizza i profili link, mentre “Link Building Tool” aiuta a trovare prospect e gestire campagne di outreach. Ottimo anche per l’analisi dei competitor
  • Moz: pioniere nel settore SEO, offre metriche proprietarie come Domain Authority e Spam Score diventate standard di riferimento. Il “Link Explorer” permette di analizzare backlink, identificare link tossici e confrontare profili link di diversi domini
  • SEOZoom: tool italiano particolarmente efficace per il mercato nazionale. Offre analisi backlink, monitoraggio competitor e funzionalità specifiche per il posizionamento su Google.it. Ideale per chi lavora principalmente sul mercato italiano
  • Google Search Console: strumento gratuito e indispensabile fornito da Google. Mostra i backlink che Google ha rilevato verso il tuo sito, permettendoti di monitorare la crescita del profilo link e identificare eventuali link sospetti da rinnegare
  • Hunter.io / Voila Norbert: tool per trovare indirizzi email di webmaster, blogger e giornalisti durante le campagne di outreach. Fondamentali per le attività di guest posting e digital PR
  • BuzzStream / Pitchbox: piattaforme dedicate alla gestione delle campagne di outreach, permettono di organizzare prospect, personalizzare email, tracciare risposte e gestire relazioni con publisher

La link building non è un’attività one-shot ma un processo continuo che richiede monitoraggio costante per valutare l’efficacia delle strategie e ottimizzare gli investimenti. Senza tracciamento dei risultati, è impossibile capire cosa funziona e cosa va modificato.

Le metriche chiave da monitorare regolarmente sono:

  • Crescita del numero di backlink: traccia l’aumento dei domini referenti (referring domains) e del totale backlink nel tempo. Una crescita graduale e costante è il segnale di una strategia sana. Utilizza Ahrefs, Semrush o Google Search Console per monitorare nuovi link acquisiti e link persi
  • Evoluzione del Domain Rating/Authority: monitora l’andamento della tua autorevolezza di dominio mese per mese. Incrementi costanti, anche piccoli, indicano che stai costruendo un profilo link solido. Cali improvvisi richiedono un’analisi immediata per identificare link tossici o penalizzazioni
  • Posizionamento delle keyword target: il miglioramento delle posizioni nelle SERP è l’obiettivo finale della link building. Traccia il ranking delle tue keyword principali prima e dopo le campagne di link building per misurare l’impatto diretto. Tool come Semrush, Ahrefs o SEOZoom offrono rank tracking automatico
  • Traffico organico: analizza l’andamento del traffico dai motori di ricerca attraverso Google Analytics. L’aumento di visitatori organici, sessioni e pagine viste conferma che la tua visibilità sta crescendo grazie ai backlink acquisiti
  • Traffico di referral: oltre al beneficio SEO, i backlink generano traffico diretto. Monitora in Google Analytics quali siti stanno inviando visitatori e valuta la qualità di questo traffico (bounce rate, tempo sulla pagina, conversioni)
  • Qualità media dei backlink: non solo quantità, ma anche qualità. Verifica periodicamente il DA/DR medio dei siti che ti linkano e lo spam score complessivo del tuo profilo. Un profilo che migliora in qualità è più prezioso di uno che cresce solo in numero

La frequenza del monitoraggio dipende dall’intensità delle tue attività: se conduci campagne attive, verifica settimanalmente i nuovi link; altrimenti un controllo mensile è sufficiente. Crea report regolari per documentare progressi e giustificare investimenti. Il monitoraggio continuo permette anche di identificare rapidamente link tossici da disconoscere prima che danneggino il posizionamento.

Google valuta la qualità dei siti web attraverso il framework EEAT (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness), che in italiano si traduce come Esperienza, Competenza, Autorevolezza e Affidabilità. Questi criteri sono fondamentali per i siti YMYL (Your Money Your Life) ma influenzano il posizionamento di qualsiasi progetto web.

Link Building: Cos'è, come Funziona e come farla 2

La link building di qualità contribuisce direttamente a rafforzare la percezione EEAT del tuo sito. Backlink da fonti autorevoli segnalano a Google che la tua risorsa è considerata affidabile da altri esperti del settore.

Un sito universitario, una testata giornalistica riconosciuta o un’associazione professionale che ti linka conferma la tua competenza e autorevolezza.

Link da siti con forte EEAT trasmettono per riflesso queste caratteristiche positive. Al contrario, backlink da fonti dubbie, siti spam o contenuti di bassa qualità possono danneggiare la tua reputazione agli occhi dell’algoritmo. Per questo motivo, nella link building moderna la qualità supera sempre la quantità: pochi link da fonti eccellenti valgono infinitamente più di centinaia di backlink mediocri.

La componente “Esperienza” dell’EEAT enfatizza l’importanza di dimostrare esperienza diretta e pratica nel proprio campo. I link acquisiti attraverso casi studio, testimonianze di clienti, pubblicazioni su riviste di settore o contributi a progetti autorevoli rafforzano questa percezione. Costruisci una strategia di link building che non si limiti a ottenere collegamenti, ma che costruisca la tua reputazione come fonte autorevole e affidabile nel tuo ambito professionale.

Immagine di Giovanni Cardia
Giovanni Cardia

Dal 2019 mi occupo di ottimizzazione SEO a 360°, per grandi e piccole imprese:: on page, off page e technical.
Laureato in Amministrazione e Organizzazione a Cagliari (UNICA 2018) e qualificato come Responsabile del marketing online per la vendita di prodotti e servizi (Confcommercio S. Sardegna - ISCOM ER. 2019).
Mi concentro sull'ottenimento di traffico al fine di raggiungere gli obiettivi di visualizzazioni e fatturato.

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