L’analisi SEO competitor ti permette di scoprire quali keyword stanno utilizzando, quali contenuti stanno creando e come stanno costruendo la loro autorità online.

Il mondo digitale è sempre più competitivo: conoscere le strategie dei tuoi concorrenti è fondamentale per emergere nei risultati di ricerca. Questa guida ti accompagnerà passo dopo passo nel processo di analisi della concorrenza, fornendoti strumenti e tecniche per superare chi ti precede nelle SERP e conquistare posizioni di maggior valore.
Cos’è l’analisi SEO dei competitor
L’analisi SEO dei competitor è un processo strategico che consiste nell’esaminare e valutare le performance organiche dei siti web che competono con te per le stesse keyword e lo stesso pubblico. Non si tratta semplicemente di spiare cosa fanno gli altri, ma di raccogliere dati concreti per ottimizzare la propria strategia SEO.
Attraverso questa analisi puoi identificare quali keyword portano traffico ai tuoi concorrenti, quali contenuti generano maggior engagement, come hanno strutturato il loro sito e quali fonti utilizzano per ottenere backlink di qualità. L’obiettivo è individuare opportunità non sfruttate e punti deboli della concorrenza per trasformarli in vantaggi competitivi.
Questa pratica fa parte della più ampia competitive intelligence ed è essenziale per qualsiasi strategia SEO efficace. Permette di evitare errori già commessi da altri, replicare tattiche vincenti e innovare dove i competitor mostrano lacune.
Perché fare un’analisi SEO della concorrenza
Investire tempo nell’analisi dei competitor offre vantaggi concreti che accelerano la crescita del tuo posizionamento organico:
- Scoprire opportunità di keyword: identifichi keyword ad alto potenziale per cui i competitor rankano ma tu non ancora, ampliando il tuo raggio d’azione nelle SERP
- Identificare gap nei contenuti: scopri quali argomenti e formati di contenuto funzionano meglio nel tuo settore e quali topic non hai ancora coperto
- Migliorare la strategia di backlink: analizzi il profilo backlink dei competitor per trovare nuove fonti autorevoli e opportunità di link building
- Benchmark delle performance: confronti le tue metriche (traffico organico, domain authority, velocità del sito) con quelle dei competitor per stabilire obiettivi realistici
- Anticipare tendenze di mercato: osservi quali contenuti e strategie stanno adottando i leader del settore prima che diventino standard
- Ottimizzare il budget SEO: concentri risorse su tattiche già validate dal mercato, riducendo sprechi su esperimenti poco promettenti
- Comprendere l’intento di ricerca: vedi come i competitor rispondono alle esigenze degli utenti e quali formati preferisce Google per determinate query
Chi sono i tuoi competitor SEO
Prima di iniziare l’analisi, devi capire chi sono realmente i tuoi competitor nel contesto SEO. Non sempre coincidono con i competitor di business tradizionali, perché online competi con chiunque si posizioni per le tue stesse keyword.
Competitor diretti
I competitor diretti sono aziende o siti web che offrono prodotti o servizi simili ai tuoi e si rivolgono allo stesso pubblico target. Questi sono i concorrenti più ovvi: se vendi scarpe da running online, altri e-commerce di scarpe sportive sono tuoi competitor diretti. Competete sia per quote di mercato che per visibilità organica sulle stesse keyword commerciali e transazionali.
Competitor indiretti
I competitor indiretti offrono soluzioni alternative al tuo prodotto o servizio, pur non essendo identici. Soddisfano lo stesso bisogno in modo diverso. Ad esempio, se offri corsi di formazione online, i tuoi competitor indiretti potrebbero essere piattaforme di video-tutorial gratuiti, blog educativi o podcast formativi. Anche se non vendono esattamente ciò che vendi tu, competono per l’attenzione del tuo stesso pubblico.
Competitor SERP
I competitor SERP sono i siti web che appaiono nelle prime posizioni dei risultati di ricerca per le tue keyword target, indipendentemente dal settore di appartenenza. Potrebbero essere blog, magazine online, forum o portali generalisti che rankano per query informazionali correlate al tuo business. Questi competitor sono cruciali per la SEO perché occupano lo spazio che vorresti conquistare tu, sottraendoti visibilità e traffico organico anche se non sono tuoi concorrenti commerciali diretti.
Come identificare i competitor SEO
Individuare i giusti competitor da analizzare richiede un approccio sistematico che combina ricerca manuale e utilizzo di strumenti professionali.
Il metodo più immediato è effettuare ricerche su Google inserendo le tue keyword principali e analizzando chi occupa le prime 10-20 posizioni. Prendi nota dei domini che compaiono ripetutamente per query diverse: sono i tuoi principali competitor SERP. Non limitarti alle keyword di brand, ma concentrati su quelle generiche e transazionali che generano conversioni.
Gli strumenti SEO professionali accelerano questo processo fornendo dati strutturati. Piattaforme come Ubersuggest, SEOZoom, SEMrush e Ahrefs offrono funzionalità specifiche per l’identificazione dei competitor: inserendo il tuo dominio, questi tool mostrano automaticamente quali siti condividono con te il maggior numero di keyword in comune, ordinati per grado di sovrapposizione. SEOZoom, in particolare, offre la sezione “Competitor” che analizza il mercato italiano con precisione.
L’analisi settoriale completa il quadro: studia report di mercato, directory di settore e associazioni di categoria per individuare player che potrebbero non emergere dalle ricerche keyword ma rappresentano competitor strategici. Esplora anche i risultati di Google News, Google Discover e le SERP locali se operi in specifiche aree geografiche.
Infine, monitora i social media e le community del tuo settore: forum, gruppi Facebook, subreddit e piattaforme come Quora possono rivelare contenuti e siti popolari presso il tuo pubblico che non avevi considerato come competitor SEO.
Come fare un’analisi SEO dei competitor: guida step-by-step
Ora che hai identificato i tuoi competitor, è il momento di analizzarli in modo sistematico. Questa guida operativa ti accompagna attraverso i sei step fondamentali per raccogliere dati strategici e trasformarli in azioni concrete.
1. Analisi delle keyword dei competitor
L’analisi delle keyword è il punto di partenza di ogni strategia SEO competitiva. L’obiettivo è scoprire per quali termini di ricerca i tuoi competitor si posizionano, quali generano più traffico e dove esistono opportunità non sfruttate.
Utilizza SEOZoom per ottenere una panoramica completa delle keyword italiane. Inserisci il dominio del competitor nella barra di ricerca e accedi alla sezione “Keyword”: vedrai l’elenco completo delle parole chiave per cui il sito si posiziona, con volume di ricerca mensile, posizione in SERP, trend e traffico stimato. Filtra per posizione (top 3, top 10) per identificare le keyword su cui il competitor è più forte.
La funzionalità Keyword Gap è particolarmente preziosa: confronta il tuo dominio con quello dei competitor per individuare le keyword per cui loro rankano ma tu no. Questi sono i tuoi “buchi” strategici da colmare. SEOZoom evidenzia anche le keyword comuni dove i competitor ti superano in posizione, permettendoti di prioritizzare gli interventi di ottimizzazione.
Con Ubersuggest, SEMrush e Ahrefs puoi replicare le stesse analisi su scala internazionale. SEMrush offre il report “Organic Research” che mostra le keyword principali del competitor, mentre Ahrefs fornisce il “Site Explorer” con metriche dettagliate su traffico organico stimato e keyword distribution. Entrambi i tool permettono confronti multipli tra domini.
Analizza anche le keyword long tail: spesso i competitor di nicchia dominano su query specifiche a bassa concorrenza ma alto tasso di conversione. Identifica pattern nei tipi di keyword utilizzate (informazionali, transazionali, navigazionali) e valuta il volume di ricerca in relazione alla difficoltà: le migliori opportunità sono keyword con volume medio-alto e difficoltà medio-bassa dove i competitor non sono ancora ottimizzati.
2. Analisi del profilo backlink
I backlink rimangono uno dei fattori di ranking più influenti. Analizzare il profilo backlink dei competitor ti permette di capire quali strategie di link building funzionano nel tuo settore e quali fonti autorevoli puoi contattare.
Inizia con Ahrefs, considerato il tool più completo per l’analisi backlink. Inserisci il dominio competitor nel “Site Explorer” e accedi alla sezione “Backlinks”: ottieni il numero totale di backlink, i domini referenti (referring domains), il Domain Rating (DR) e il URL Rating (UR). Ordina i backlink per DR dei domini sorgente per identificare i link più autorevoli.
SEOZoom offre la metrica proprietaria Zoom Authority (ZA) che valuta l’autorevolezza di un dominio specificamente per il mercato italiano. Nella sezione “Link” puoi analizzare i backlink del competitor, verificare anchor text utilizzati, tipologia di link (dofollow/nofollow) e distribuzione per settore. Presta attenzione ai picchi di acquisizione link nel tempo: potrebbero indicare campagne di digital PR o pubblicazione di contenuti virali.
Con SEMrush utilizza il “Backlink Analytics” per identificare i gap di backlink: il tool confronta i profili link di più competitor e mostra quali domini linkano loro ma non te. Questa è una lista pronta di prospect per la tua outreach.
Analizza la qualità oltre la quantità: un sito con 100 backlink da fonti autorevoli (giornali, università, portali di settore) vale più di uno con 10.000 link da directory spam. Verifica la rilevanza tematica dei siti che linkano: link da siti dello stesso settore hanno maggior peso. Studia gli anchor text utilizzati: i competitor con profili naturali hanno una distribuzione equilibrata tra brand, URL naked e keyword parziali.
Identifica le strategie di link building prevalenti: guest posting su blog di settore, menzioni su testate giornalistiche (digital PR), link da risorse educative, partnership commerciali, menzioni non linkate da convertire. Questi insight ti guidano nella definizione della tua strategia.
3. Content gap analysis
La content gap analysis rivela quali argomenti e tipologie di contenuto i tuoi competitor stanno coprendo con successo mentre tu hai lacune. È un’analisi strategica che va oltre le singole keyword per identificare interi topic cluster non presenti sul tuo sito.
Utilizza la funzione Content Gap di Ahrefs: inserisci fino a 10 domini competitor e confrontali con il tuo. Il tool mostra tutte le keyword per cui almeno 2-3 competitor rankano ma tu sei assente. Filtra per volume di ricerca e difficoltà per prioritizzare i topic con miglior rapporto opportunità/sforzo.
SEOZoom offre un approccio simile attraverso la “Keyword Gap Analysis”: seleziona i competitor principali e il sistema evidenzia cluster tematici dove la tua copertura è carente. La sezione “Intenti” ti aiuta a capire se i gap riguardano contenuti informazionali, transazionali o navigazionali.
Analizza anche i formati di contenuto: i competitor utilizzano guide approfondite, video tutorial, infografiche, tool interattivi, podcast? Se tutti i top player del tuo settore pubblicano video-guide e tu offri solo testi, hai identificato un gap di formato da colmare.
Esamina la profondità dei contenuti: se i competitor producono guide da 3.000+ parole con esempi pratici e case study mentre i tuoi articoli sono generici e brevi, questo è un gap qualitativo. Utilizza tool come Frase o Clearscope per analizzare i topic correlati che i competitor includono nei loro contenuti top-performing.
Verifica la frequenza di pubblicazione: competitor che aggiornano costantemente il blog con contenuti freschi hanno un vantaggio algoritmico. Identifica la cadenza ideale per il tuo settore e pianifica un calendario editoriale competitivo.
Non limitarti a replicare: l’obiettivo è trovare angoli non esplorati e opportunità di differenziazione. Se tutti scrivono “Guida al prodotto X”, tu puoi creare “Errori comuni nell’uso del prodotto X” o “Confronto prodotto X vs Y”.
4. Analisi dei contenuti competitor
Oltre a identificare quali contenuti producono i competitor, devi analizzare come li producono per comprendere gli standard qualitativi che Google e gli utenti premiano nel tuo settore.
Inizia con la lunghezza dei contenuti: utilizza strumenti come Word Counter o estensioni browser per misurare il numero di parole degli articoli top-ranking. Se noti che i primi 3 risultati per una keyword hanno mediamente 2.500-3.000 parole, mentre i tuoi articoli si fermano a 1500, hai identificato un chiaro gap quantitativo da colmare. Attenzione però: più lungo non significa sempre migliore, la completezza dell’informazione è ciò che conta.
Analizza la struttura dei contenuti: osserva come i competitor organizzano le informazioni. Utilizzano molti H2 e H3 per facilitare la scansione? Inseriscono box riassuntivi, FAQ, tabelle comparative? La struttura influenza sia la leggibilità per gli utenti che l’estrazione di featured snippet da parte di Google.
Valuta il formato: i contenuti migliori sono articoli testuali, guide step-by-step, liste, tutorial video embedded, podcast, infografiche? Studia quali formati generano più engagement (commenti, condivisioni social, tempo di permanenza). Tool come BuzzSumo mostrano quali contenuti dei competitor ottengono più interazioni social.
Esamina gli elementi multimediali: conta il numero di immagini, video, grafici e screenshot presenti nei contenuti top. I contenuti con elementi vissuali ottengono mediamente il 94% di visualizzazioni in più. Verifica se i competitor creano immagini custom o utilizzano stock photos, se includono video originali o embed da YouTube.
Analizza il tono di voce: i contenuti sono tecnici e formali o colloquiali e accessibili? Utilizzano “tu” o “voi”? Includono esempi pratici, case study, citazioni di esperti? Il tone of voice deve allinearsi alle aspettative del pubblico target.
Controlla la data di pubblicazione e aggiornamenti: Google favorisce contenuti freschi per molte query. Se i competitor aggiornano regolarmente i loro articoli (nota “Aggiornato il…”), questa è una best practice da adottare anche tu.
Verifica la presenza di elementi avanzati: schema markup per rich snippet, table of contents cliccabile, breadcrumb, internal linking strategico verso contenuti correlati, CTA (call-to-action) posizionate strategicamente. Questi dettagli fanno la differenza tra un buon contenuto e uno eccellente.
5. Analisi dell’architettura del sito e UX
L’esperienza utente e l’architettura tecnica del sito influenzano direttamente il ranking. Analizzare questi aspetti nei competitor ti mostra gli standard tecnici da raggiungere o superare.
Utilizza Screaming Frog SEO Spider per crawlare i siti competitor (fino a 500 URL nella versione free): ottieni una mappa completa della struttura URL, profondità di navigazione, pagine orfane, redirect, errori 404. I siti meglio strutturati hanno gerarchie chiare (homepage → categoria → sottocategoria → pagina prodotto/articolo) con massimo 3-4 click di profondità.
Analizza l’internal linking: i competitor collegano strategicamente i contenuti tra loro? Utilizzano anchor text ottimizzati? Una forte rete di link interni distribuisce autorità tra le pagine e facilita l’indicizzazione. Verifica quanti link interni ricevono le pagine più importanti del competitor.
Valuta la velocità di caricamento con Google PageSpeed Insights: inserisci gli URL competitor per vedere i loro punteggi su mobile e desktop. Se i tuoi competitor caricano in 1-2 secondi e tu in 4-5, hai un grave svantaggio competitivo. Google considera la velocità un fattore di ranking diretto.
Analizza i Core Web Vitals: Largest Contentful Paint (LCP), First Input Delay (FID) e Cumulative Layout Shift (CLS) sono metriche critiche introdotte da Google. Usa Chrome User Experience Report o la Search Console per confrontare le tue metriche con quelle dei competitor. Siti con CWV ottimali hanno un vantaggio misurabile nel ranking.
Esamina la navigazione e menu: i competitor utilizzano mega-menu, breadcrumb, filtri avanzati? Una navigazione intuitiva riduce la frequenza di rimbalzo e aumenta le pagine per sessione, segnali positivi per Google.
Verifica la mobile-friendliness con il Mobile-Friendly Test di Google: assicurati che i competitor (e tu) offrano un’esperienza mobile impeccabile. Con oltre il 60% delle ricerche da mobile, un sito non ottimizzato è fuori gioco.
Analizza la sicurezza: tutti i competitor usano HTTPS? Hanno certificati SSL validi? Google penalizza i siti non sicuri, soprattutto se gestiscono dati sensibili.
Usa BuiltWith o Wappalyzer per identificare le tecnologie utilizzate: CMS (WordPress, Shopify, custom), CDN, plugin, framework JavaScript. Capire lo stack tecnologico ti aiuta a valutare investimenti in piattaforme e strumenti.
6. Analisi del search intent
Comprendere come i competitor rispondono all’intento di ricerca è fondamentale per creare contenuti che Google consideri rilevanti e che gli utenti trovino utili.
Inizia analizzando le SERP per le tue keyword target: che tipo di contenuti rankano? Se cerchi “migliori scarpe running” e trovi guide comparative, liste top 10 e video recensioni, l’intento è chiaramente informazionale-commerciale. Se invece trovi pagine prodotto ed e-commerce, l’intento è transazionale. I tuoi contenuti devono allinearsi al formato dominante.
Identifica le SERP features conquistate dai competitor: chi ha il featured snippet (posizione zero)? Chi appare nel box “Le persone hanno chiesto anche”? Chi è presente in Google News, nel Local Pack o nei video caroselli? Queste posizioni premium generano CTR elevati e vanno conquistate.
Utilizza i tool SEO per analizzare l’intento di ricerca delle keyword: lo strumento classifica automaticamente le keyword in informazionali, navigazionali, transazionali e commerciali. Confronta l’intento delle keyword su cui rankano i competitor con i contenuti che hanno pubblicato: trovi corrispondenza? Se per keyword transazionali hanno pagine prodotto ottimizzate e tu hai articoli blog generici, hai un mismatch da correggere.
Analizza il contenuto above the fold (visibile senza scroll) dei competitor: cosa mostrano per primo? Un video, un riassunto, un form di contatto, un pulsante CTA? La prima schermata deve rispondere immediatamente all’intento dell’utente per ridurre la frequenza di rimbalzo.
Studia le FAQ presenti nei contenuti competitor: quali domande rispondono? Le FAQ sono un formato vincente per intercettare query conversazionali e vocali, sempre più frequenti. Implementare una sezione FAQ completa con schema markup aumenta le probabilità di apparire nei risultati “Le persone hanno chiesto anche”.
Verifica la completezza della risposta: i competitor rispondono esaustivamente alla query o lasciano dubbi? Se un utente cerca “come piantare pomodori” e il competitor copre preparazione terreno, semina, irrigazione, concimazione e raccolta, mentre tu ti limiti alla semina, il competitor offre maggior valore.
Analizza le metriche di engagement: tempo di permanenza medio, frequenza di rimbalzo e pagine per sessione (ricavabili tramite tool come SimilarWeb nella versione premium) indicano quanto bene i competitor soddisfano l’intento. Metriche positive sono segnali di rilevanza per Google.
Osserva la data freshness: per query news-sensitive o trend in evoluzione, Google premia contenuti recenti. Se i competitor aggiornano costantemente i contenuti con informazioni fresche (es. “Guida 2026”), devi fare lo stesso per rimanere competitivo.
✅ Checklist: Analisi SEO dei Competitor
🔍 Step 1: Analisi delle Keyword dei Competitor
- Inserire il dominio competitor in SEOZoom/SEMrush/Ahrefs
- Esportare l’elenco completo delle keyword per cui rankano
- Filtrare le keyword in posizione top 3 e top 10
- Identificare le keyword con volume di ricerca medio (>300 ricerche/mese)
- Utilizzare la funzione “Keyword Gap” per confrontare il tuo dominio
- Creare una lista delle keyword gap
- Analizzare le keyword long tail (3+ parole) a bassa concorrenza
- Verificare l’intento di ricerca per ogni keyword
- Calcolare la difficoltà media delle keyword target
- Prioritizzare le keyword per potenziale
- Esportare la lista finale delle keyword da targetizzare
🔗 Step 2: Analisi del Profilo Backlink
- Inserire il dominio competitor in Ahrefs/SEOZoom/SEMrush
- Annotare il numero totale di backlink e referring domains
- Verificare il Domain Rating (DR) / Zoom Authority (ZA)
- Filtrare i backlink per Domain Rating > 30
- Identificare i top 20 domini che linkano i competitor
- Analizzare la tipologia di link
- Verificare la distribuzione degli anchor text
- Controllare il rapporto dofollow/nofollow
- Identificare i picchi di acquisizione link
- Usare “Backlink Gap” per trovare opportunità
- Creare una lista di prospect per outreach
- Verificare la presenza di link tossici o spam
- Annotare le strategie di link building più efficaci
📊 Step 3: Content Gap Analysis
- Utilizzare Content Gap di Ahrefs o Keyword Gap di SEOZoom
- Inserire 3-5 domini competitor e confrontare
- Identificare i topic cluster dove sei assente
- Filtrare per keyword con volume >200 ricerche/mese
- Analizzare quali formati di contenuto usano i competitor
- Verificare la profondità dei contenuti competitor
- Identificare le categorie di contenuto mancanti
- Controllare la frequenza di pubblicazione dei competitor
- Usare BuzzSumo per contenuti più condivisi
- Analizzare le FAQ presenti nei contenuti competitor
- Identificare angoli non esplorati
- Creare una lista prioritizzata di contenuti da creare
- Pianificare un calendario editoriale
✍️ Step 4: Analisi dei Contenuti Competitor
- Selezionare i top 5 articoli/pagine dei competitor
- Misurare la lunghezza media dei contenuti
- Contare il numero di H2 e H3 utilizzati
- Analizzare la presenza di elementi multimediali
- Verificare l’uso di tabelle, elenchi, box informativi
- Controllare la presenza di Table of Contents
- Analizzare il tono di voce
- Verificare la presenza di esempi pratici e case study
- Controllare l’uso di CTA e loro posizionamento
- Verificare data di pubblicazione e aggiornamento
- Analizzare la presenza di schema markup
- Controllare link interni ed esterni
- Verificare box “Approfondimento” o “In sintesi”
- Annotare elementi distintivi dei top performer
- Creare un template di riferimento per i tuoi contenuti
🏗️ Step 5: Analisi dell’Architettura del Sito e UX
- Usare Screaming Frog per crawlare il sito competitor
- Analizzare la struttura gerarchica delle URL
- Verificare la logica di categorizzazione
- Controllare la presenza di breadcrumb
- Analizzare la strategia di internal linking
- Verificare la presenza di pagine orfane
- Controllare redirect 301, errori 404 e broken link
- Testare la velocità con Google PageSpeed Insights
- Verificare i Core Web Vitals (LCP, FID, CLS)
- Controllare il punteggio mobile
- Testare la mobile-friendliness
- Analizzare il menu di navigazione
- Verificare la presenza di search bar interna
- Controllare HTTPS su tutte le pagine
- Usare BuiltWith per identificare tecnologie usate
- Analizzare l’architettura delle URL
- Verificare sitemap XML e robots.txt
- Annotare elementi UX che migliorano l’esperienza
🎯 Step 6: Analisi del Search Intent
- Cercare le keyword target su Google e analizzare top 10
- Identificare il tipo di contenuto dominante
- Verificare quale intento Google premia
- Controllare quali SERP features sono presenti
- Identificare chi ha il featured snippet
- Analizzare la struttura del contenuto in posizione zero
- Verificare presenza nel box “Le persone hanno chiesto anche”
- Controllare presenza in Google News o Discover
- Analizzare il contenuto “above the fold”
- Verificare quali elementi mostrano per primi
- Controllare presenza di FAQ strutturate
- Verificare l’uso di schema markup
- Analizzare la completezza delle risposte
- Usare tool SEO per classificare l’intento
- Verificare la freshness dei contenuti
- Controllare contenuti evergreen vs time-sensitive
- Annotare mismatch tra intento e contenuto
- Pianificare contenuti allineati all’intento delle SERP
📈 Checklist Post-Analisi: Azioni Concrete
Prioritizzazione e Pianificazione
- Compilare un report finale con tutti i dati
- Creare lista prioritizzata di keyword
- Definire piano di content creation
- Creare lista di prospect per link building
- Pianificare interventi tecnici
- Definire KPI da monitorare
- Impostare alert per monitorare competitor
- Schedulare la prossima analisi competitor
Implementazione
- Ottimizzare title e meta description
- Creare/aggiornare contenuti seguendo il template
- Implementare schema markup
- Avviare campagna outreach per backlink
- Migliorare velocità del sito
- Ottimizzare internal linking
- Pubblicare contenuti con frequenza competitiva
Strumenti per l’analisi SEO dei competitor
Scegliere gli strumenti giusti accelera il processo di analisi e garantisce dati accurati su cui basare le tue decisioni strategiche. Ecco una panoramica dei tool più efficaci, suddivisi per categoria e budget.
Tool italiani
SEOZoom è la piattaforma di riferimento per l’analisi SEO nel mercato italiano. Offre un database completo e costantemente aggiornato delle SERP italiane, rendendolo insostituibile per chi lavora sul pubblico nazionale.
Le funzionalità principali includono:
- Analisi competitor: inserisci un dominio e ottieni l’elenco completo dei competitor con cui condividi keyword, ordinati per grado di sovrapposizione
- Keyword Explorer: scopri tutte le keyword per cui un competitor si posiziona, con volume di ricerca italiano, trend, posizione e traffico stimato
- Keyword Gap: confronta fino a 5 domini per identificare le keyword su cui i competitor rankano ma tu no
- Analisi backlink: profilo completo dei link in entrata con Zoom Authority (ZA), anchor text e distribuzione temporale
- Intento di ricerca: classificazione automatica delle keyword per intento (informazionale, transazionale, navigazionale)
- Monitoraggio posizioni: tracking giornaliero delle posizioni dei competitor per keyword specifiche
- Zoom Authority (ZA): metrica proprietaria che valuta l’autorevolezza di un dominio specificamente per il mercato italiano
SEOZoom è particolarmente utile per e-commerce, blog e agenzie che operano esclusivamente o prevalentemente in Italia.
Tool internazionali
- Ahrefs è considerato uno dei migliori tool per l’analisi backlink grazie al crawler più potente dopo Google. Il Site Explorer fornisce dati dettagliati su backlink, referring domains, Domain Rating (DR) e traffico organico stimato. Il Content Explorer permette di trovare i contenuti più performanti per topic specifici. Eccellente per analisi approfondite di link building e content gap. Database di oltre 12 trilioni di link.
- SEMrush è una suite completa per l’analisi competitor multicanale (SEO, PPC, social, content marketing). Le funzionalità SEO includono Organic Research per vedere tutte le keyword di un competitor, Backlink Analytics per analizzare il profilo link, e Traffic Analytics per stimare il traffico totale di un sito. Particolarmente potente per analisi comparative multi-competitor e per mercati internazionali. Offre oltre 20 miliardi di keyword nel database globale.
- Ubersuggest (versione a pagamento) di Neil Patel è un’alternativa economica ai tool premium. Offre analisi keyword, content ideas, backlink analysis e site audit. Meno completo di SEMrush o Ahrefs ma con un ottimo rapporto qualità-prezzo per freelance e piccole imprese. Database più limitato ma sufficiente per analisi competitive di base.
- Moz offre metriche proprietarie come Domain Authority (DA) e Page Authority (PA), molto utilizzate nel settore SEO come benchmark. Il Link Explorer analizza profili backlink e identifica opportunità di link building. Moz Keyword Explorer fornisce analisi keyword con metriche di difficoltà e opportunità. Ideale per chi cerca un’interfaccia intuitiva e dati affidabili su autorevolezza dei domini.
Tool gratuiti
Google Search Console è essenziale per monitorare le tue performance ma può fornire insight sui competitor attraverso l’analisi delle query di ricerca. Verifica per quali keyword appaiono i competitor sopra di te e analizza il CTR medio per posizione. Completamente gratuito e con dati direttamente da Google.
Ubersuggest Free offre un numero limitato di ricerche giornaliere (3 al giorno) ma permette di analizzare keyword base, backlink e content ideas dei competitor senza costi. Ottimo punto di partenza per chi ha budget zero.
SimilarWeb Free fornisce stime di traffico totale, fonti di traffico (organico, diretto, social, referral) e top 5 keyword per qualsiasi dominio. La versione gratuita ha dati limitati ma sufficienti per una prima analisi comparativa.
Google Trends permette di confrontare la popolarità di ricerca di più brand o topic nel tempo. Utile per identificare trend stagionali e capire quali competitor stanno crescendo in interesse di ricerca.
AnswerThePublic (versione free limitata) mostra le domande che gli utenti fanno su un topic. Analizzando i risultati puoi capire quali domande i competitor stanno rispondendo e dove ci sono gap.
Extensions Chrome gratuite: strumenti come MozBar (mostra DA/PA), SEOquake (panoramica SEO di qualsiasi pagina), e Detailed SEO Extension forniscono metriche rapide durante la navigazione sui siti competitor. L’estensione Ubersuggest ti fare la tua analisi dei competitor SEO mentre esplori la SERP.
Metriche chiave da monitorare
Per valutare efficacemente i competitor e misurare i progressi, concentrati su queste metriche fondamentali:
- Traffico organico: volume stimato di visitatori mensili provenienti da ricerca organica. Indica la visibilità complessiva del competitor e il potenziale di mercato. Monitora trend di crescita o calo nel tempo
- Posizionamento keyword: numero totale di keyword per cui il competitor si posiziona e distribuzione per posizione (top 3, top 10, top 50). Indica l’ampiezza della copertura tematica e la forza competitiva
- Keyword in comune: quante keyword condividi con i competitor e per quante ti superano. Questa metrica diretta misura la sovrapposizione competitiva
- Numero di backlink e referring domains: quantità totale di link in entrata e numero di domini unici che linkano. I referring domains sono più importanti del numero totale di backlink perché indicano l’ampiezza della rete di referenze
- Domain Authority / Zoom Authority: metriche che valutano l’autorevolezza complessiva del dominio su scala 0-100. DA (Moz), ZA (SEOZoom), DR (Ahrefs) sono utili per confronti rapidi tra competitor
- Core Web Vitals: Largest Contentful Paint (LCP < 2,5s), First Input Delay (FID < 100ms), Cumulative Layout Shift (CLS < 0,1). Google utilizza questi parametri come fattore di ranking per la page experience
- CTR organico: percentuale di click rispetto alle impressioni nelle SERP. Un CTR elevato indica title e description ottimizzati e/o presenza di rich snippet
- Frequenza di rimbalzo e tempo di permanenza: indicatori di engagement che Google considera come segnali di qualità. Tempi lunghi e rimbalzi bassi suggeriscono contenuti rilevanti
- Velocità di crescita: variazione percentuale di traffico, keyword e backlink su base mensile o trimestrale. Competitor in rapida crescita stanno implementando strategie efficaci da studiare
- Share of Voice: percentuale di visibilità che un sito ottiene per un set di keyword rispetto ai competitor. Misura la dominanza nel settore
- Tasso di indicizzazione: rapporto tra pagine indicizzate e pagine totali del sito. Indica l’efficienza della crawlability e la qualità dei contenuti
Come usare i dati dell’analisi competitor
Raccogliere dati è solo il primo passo: il vero valore sta nel trasformarli in azioni concrete che migliorano il tuo posizionamento.
Ottimizzazione keyword: Crea una lista prioritizzata delle keyword gap identificate nell’analisi. Inizia dalle keyword con volume medio-alto e difficoltà medio-bassa dove i competitor si posizionano ma tu sei assente. Per ogni keyword, determina se richiede un nuovo contenuto o l’ottimizzazione di una pagina esistente. Aggiorna i title tag, meta description e heading delle pagine prioritarie includendo le keyword target dei competitor che performano meglio. Analizza gli snippet dei competitor in posizione 1-3 e ottimizza i tuoi per migliorare il CTR.
Creazione contenuti: Sviluppa un calendario editoriale basato sui content gap individuati. Per ogni topic, definisci lunghezza target (basata sulla media dei competitor top), struttura degli heading, elementi multimediali da includere. Non limitarti a replicare: aggiungi valore attraverso esempi più dettagliati, dati aggiornati, prospettive uniche o formati innovativi. Se i competitor pubblicano 2 articoli al mese e questo ritmo garantisce crescita, pianifica almeno la stessa frequenza. Riprendi i contenuti esistenti che rankano nelle posizioni 11-20 e ampliali seguendo il modello dei competitor in top 3.
Strategia backlink: Crea una lista di prospect basata sui backlink dei competitor. Contatta i siti che linkano almeno 2-3 tuoi competitor ma non te, con un pitch personalizzato che offre valore (guest post, risorsa utile, correzione broken link). Replica le tattiche vincenti: se i competitor ottengono link attraverso infografiche, crea infografiche di qualità superiore. Se partecipano a round-up post o interviste, cerca le stesse opportunità. Identifica le menzioni non linkate dei competitor e usa strategie simili per ottenere menzioni del tuo brand.
Miglioramento tecnico: Confronta i tuoi Core Web Vitals con quelli dei competitor top. Se sono migliori, la velocità non è il tuo problema; se sono peggiori, investi in ottimizzazione (compressione immagini, lazy loading, CDN, minificazione CSS/JS). Replica la struttura di internal linking dei competitor di successo: crea hub pages per topic principali e collega strategicamente i contenuti correlati. Implementa gli schema markup presenti sui siti competitor (FAQ, How-To, Product, Review) per competere per i rich snippet. Ottimizza l’architettura del sito riducendo la profondità di click seguendo il modello dei competitor meglio strutturati.
Monitoraggio continuo: L’analisi competitor non è un’attività one-time. Imposta alert su SEOZoom o SEMrush per ricevere notifiche quando i competitor guadagnano o perdono posizioni significative, acquisiscono nuovi backlink o pubblicano nuovi contenuti. Monitora mensilmente le metriche chiave e adatta la strategia in base ai cambiamenti del landscape competitivo.
Errori comuni nell’analisi SEO competitor
Evitare questi errori ti fa risparmiare tempo e risorse, garantendo analisi più efficaci:
- Copiare invece di ispirare: Il più grave errore è duplicare pedissequamente i contenuti o le strategie dei competitor. Google penalizza i contenuti duplicati o troppo simili. Usa l’analisi per ispirarti e identificare opportunità, ma crea sempre contenuti originali con il tuo valore aggiunto unico
- Analizzare i competitor sbagliati: Focalizzarsi solo sui competitor di business tradizionali ignorando i competitor SERP è fuorviante. Devi analizzare chi ti batte effettivamente nelle ricerche, non solo chi vende prodotti simili. Allo stesso modo, confrontarsi con giganti irraggiungibili (Amazon, Wikipedia) per keyword generiche è demotivante e poco produttivo
- Trascurare il contesto temporale: Non considerare quanto tempo i competitor hanno impiegato per raggiungere le loro posizioni porta a aspettative irrealistiche. Un sito online da 10 anni con 10.000 backlink non può essere superato in 3 mesi. Valuta la cronologia e pianifica obiettivi realistici basati sulle risorse disponibili
- Paralisi da analisi: Passare mesi ad analizzare ogni dettaglio senza mai implementare azioni concrete è controproducente. L’analisi deve essere funzionale all’azione. Definisci un timeframe (es. 2 settimane per l’analisi iniziale) e passa all’implementazione con i dati raccolti
- Ignorare la qualità per la quantità: Vedere che un competitor ha 5.000 backlink e decidere di comprare link spam per raggiungere quel numero è disastroso. Concentrati sulla qualità dei backlink, non sul numero. Lo stesso vale per i contenuti: 10 articoli approfonditi valgono più di 100 contenuti superficiali
- Non aggiornare l’analisi: Il panorama SEO cambia rapidamente. Un’analisi fatta 12 mesi fa è probabilmente obsoleta. Nuovi competitor emergono, algoritmi cambiano, strategie evolvono. Rivisita l’analisi almeno trimestralmente per mercati dinamici
Domande frequenti (FAQ)
Quanto spesso bisogna fare l’analisi SEO dei competitor?
La frequenza ideale dipende dalla dinamicità del tuo settore. Per mercati molto competitivi e in rapida evoluzione (e-commerce, tecnologia, finanza) è consigliabile un’analisi approfondita trimestrale con monitoraggio mensile delle metriche chiave. Per settori più stabili (B2B di nicchia, servizi locali) può bastare un’analisi semestrale. Implementa comunque alert automatici per essere notificato di cambiamenti significativi nelle posizioni dei competitor o acquisizione di backlink importanti.
Quanti competitor SEO dovrei analizzare?
Per un’analisi approfondita, concentrati su 3-7 competitor principali: i 2-3 che ti precedono costantemente nelle SERP per le tue keyword più importanti, più 1-2 competitor aspirazionali che rappresentano il livello di eccellenza da raggiungere. Per analisi più ampie di mercato puoi monitorare fino a 10 competitor, ma focalizza le azioni sui top 5. Analizzare troppi competitor contemporaneamente disperde le risorse e riduce la profondità dell’analisi.
Quali sono i migliori tool per l’analisi competitor in Italia?
Per il mercato italiano, SEOZoom è lo strumento più accurato grazie al database specifico sulle SERP italiane e metriche come la Zoom Authority calibrate sul nostro mercato. Per analisi internazionali o approfondimenti su backlink, Ahrefs e SEMrush sono i leader indiscussi. Se hai budget limitato, inizia con Ubersuggest o la versione free di SEOZoom, sufficiente per analisi base. La combinazione ideale è SEOZoom (per keyword italiane) + Ahrefs (per backlink), ma valuta in base al tuo budget e obiettivi.
L’analisi competitor funziona anche per siti nuovi?
Assolutamente sì, anzi è ancora più importante. Un sito nuovo non ha dati storici su cui basare la strategia, quindi studiare chi ha già successo nel tuo settore è fondamentale per evitare errori e accelerare la crescita. Concentrati su competitor di dimensioni raggiungibili (non i giganti del settore) e identifica quick wins: keyword a bassa concorrenza, content gap facili da colmare, opportunità di backlink accessibili. L’analisi competitor per siti nuovi deve essere molto selettiva sugli obiettivi, puntando a traguardi incrementali.
Fonti e approfondimenti
- https://guide.seozoom.it/module/competitor/
- https://www.seozoom.it/analisi-competitor-concorrenza-seo-marketing-tecniche-strumenti/
- https://developers.google.com/search – Google Search Central (SEO best practices)
- https://ahrefs.com/blog/seo-competitor-analysis/ – How to Do an SEO Competitor Analysis
- https://www.semrush.com/blog/how-to-do-seo-competitive-analysis/ – SEO Competitor Analysis + Template
- https://www.semrush.com/blog/competitive-analysis/ – Competitive Analysis Guide
- https://www.semrush.com/blog/competitor-analysis-tools/ – 20 Best Competitor Analysis Tools
- https://neilpatel.com/blog/spy-competition/ – Best Competitive Intelligence Tools
- https://neilpatel.com/br/blog/ferramentas-para-analisar-concorrencia/ – Competitive Analysis Tools
- https://backlinko.com/tools/competitor-analysis – Free Competitor Analysis Tool
- https://searchengineland.com/seo-competitor-analysis-tool – SEO Competitor Analysis Tool Guide
- https://seranking.com/competitor-traffic-research.html – SEO Competitor Analysis Tool



