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SEO Ecommerce: Guida Completa per vendere di più con Google ed AI

SEO ecommerce: questa guida raccoglie tutto ciò che serve per portare traffico organico qualificato al tuo negozio online e trasformarlo in vendite reali. Trovi strategie operative su keyword research, architettura del sito, ottimizzazione delle pagine categoria e delle schede prodotto, SEO tecnica, content marketing, link building e GEO.

Se gestisci un ecommerce e ti chiedi perché i competitor ti superano su Google nonostante i tuoi prodotti siano validi, la risposta è quasi sempre la stessa: la SEO non è stata costruita con metodo. Questa guida ti dà il metodo.

Cos’è la SEO per Ecommerce e Perché è Diversa

La SEO per ecommerce non è semplicemente “fare SEO su un negozio online”. È una disciplina con regole proprie, spesso più complessa di quella applicata a un sito istituzionale o a un blog.

Perché? Perché un ecommerce medio può avere migliaia di URL, molti dei quali quasi identici tra loro: varianti colore, taglie, filtri di navigazione, pagine di paginazione. Tutto questo crea problemi strutturali che un sito di 20 pagine non conosce.

Le principali differenze rispetto alla SEO tradizionale:

  • Volume di pagine: un ecommerce genera URL in modo quasi automatico. Senza una strategia, il crawl budget si esaurisce su pagine inutili.
  • Contenuti duplicati: descrizioni prodotto copiate dal fornitore, titoli simili tra varianti, pagine categoria con testo minimo. Sono trappole in cui cade la maggior parte degli shop online.
  • Intento di ricerca transazionale: l’utente vuole comprare, non solo informarsi. Le keyword e i contenuti devono rispecchiare questa intenzione in modo preciso.
  • Crawl budget limitato: Google non scansiona infinite pagine. Devi guidarlo verso quelle che contano davvero, lasciando fuori tutto il rumore.
  • Competizione con marketplace: Amazon, Temu, eBay e Zalando dominano le SERP per migliaia di prodotti. Vincere su query generiche è quasi impossibile senza una strategia verticale e di nicchia.
  • Stagionalità del catalogo: i prodotti cambiano, le stagioni cambiano, i prezzi cambiano. La SEO deve essere costruita per resistere a queste variazioni senza perdere il posizionamento acquisito.

Nella mia esperienza, i clienti che arrivano con un ecommerce “già ottimizzato” hanno spesso ottimizzato le pagine sbagliate, lasciando scoperte quelle a più alto potenziale commerciale. Il punto di partenza è sempre un audit completo, non l’ottimizzazione a vista.

Vale anche la pena dirlo chiaramente: la SEO ecommerce richiede più tempo e risorse di quanto molti si aspettino. Non è una scorciatoia. È un sistema che, una volta costruito bene, lavora per te 24 ore su 24 senza costo per clic.

Keyword Research per Ecommerce

Prima di toccare qualsiasi pagina, devi sapere quali parole cercano le persone che vuoi come clienti. La keyword research per ecommerce segue logiche diverse rispetto a quella per un blog o un sito vetrina.

Il punto di partenza non è il tool. È il tuo catalogo. Ogni categoria, ogni sottocategoria, ogni prodotto ha una query principale a cui rispondere. Il lavoro della keyword research è trovare quella query, validarla con i dati e assegnarla alla pagina giusta.

Keyword per le Pagine Categoria

Le pagine categoria sono le più strategiche di tutto il sito. Intercettano volumi medi-alti con intento d’acquisto chiaro. Sono le pagine che, se posizionate, portano traffico costante mese dopo mese.

Come trovarle:

  1. Parti dalla struttura del tuo catalogo e abbina ogni categoria a una query principale (es. scarpe da running uomo).
  2. Usa SEMrush, SEOZoom o Ahrefs per analizzare volume di ricerca, keyword difficulty e CPC. Il CPC alto è un segnale che quella keyword ha valore commerciale reale.
  3. Analizza le SERP: se trovi altri ecommerce in prima pagina, la query ha intento commerciale. Se trovi solo articoli di blog o guide, probabilmente l’intento è informazionale e quella keyword va gestita con un contenuto, non con una categoria.
  4. Controlla i “searches related” in fondo alla pagina Google e le “Persone hanno chiesto anche”: sono suggerimenti gratuiti per costruire cluster semantici attorno alla keyword principale.
  5. Analizza i competitor: con SEMrush o Ahrefs puoi vedere su quali keyword si posizionano i tuoi diretti concorrenti e scoprire opportunità che non avevi considerato.

Punta su keyword con volume medio (200–2.000 ricerche/mese) e concorrenza gestibile. Le query da 50.000 ricerche mensili sono quasi sempre presidiate da Amazon e marketplace internazionali: attaccarle frontalmente è una battaglia persa in partenza.

Keyword per le Schede Prodotto

Le schede prodotto intercettano ricerche molto specifiche, spesso a basso volume ma con tassi di conversione elevati. Chi cerca “Nike Air Max 270 uomo bianche taglia 43” sa esattamente cosa vuole. Quella persona, se arriva sulla scheda prodotto giusta, ha un’alta probabilità di acquistare.

Come costruire le keyword delle schede:

  • Nome prodotto + brand: Nike Air Max 270 uomo bianche
  • Modello + attributo specifico: scarpe trail running impermeabili Gore-Tex
  • Codice prodotto o EAN: fondamentale per ecommerce B2B, ricambi, elettronica
  • Nome + use case: zaino da trekking 40 litri ultraleggero

Evita di usare il solo nome generico del prodotto senza qualificatori. “T-shirt verde” non porta traffico qualificato. “T-shirt verde cotone organico uomo oversize” sì.

Un errore comune è voler ottimizzare ogni scheda per una keyword con alto volume. Meglio puntare su una keyword precisa con volume basso ma conversione alta che su una keyword generica con volume alto e tasso di conversione vicino allo zero.

Long-Tail Keyword e Intento d’Acquisto

Le long-tail keyword sono frasi composte da quattro o più parole. Hanno volume basso ma conversione alta, perché chi le usa sa già cosa vuole e spesso è vicino alla decisione d’acquisto.

Dove trovarle:

  • Google Search Console: analizza le query su cui ricevi impressioni senza essere ottimizzato. Sono opportunità immediate.
  • Recensioni dei clienti: il linguaggio usato nelle recensioni dei tuoi prodotti e di quelli dei competitor è una miniera di long-tail autentiche.
  • Forum e community: Reddit, forum di settore, gruppi Facebook. Le domande reali degli utenti sono keyword non ancora sfruttate.
  • Answer The Public o la funzione “Persone hanno chiesto anche” di Google.
  • Suggerimenti di Google Autocomplete: scrivi la tua keyword principale e guarda cosa suggerisce Google. Ogni suggerimento è una long-tail potenziale.

Come fare keyword research per Ecommerce a basso costo

Vuoi fare keyword research per ecommerce a basso costo? Ecco alcune idee di seguito.

Amazon Suggest per SEO Ecommerce

Amazon è probabilmente un tuo concorrente.

Ma è anche il più grande sito di Ecommerce online.

Il che lo rende una miniera d’oro per trovare parole chiave.

Ecco come attingere alle informazioni di Amazon per la ricerca di parole chiave:

Vai su Amazon e inserisci una parola chiave che descriva uno dei tuoi prodotti.

Quando lo farai, Amazon elencherà i suggerimenti relativi a quella parola chiave.

parole chiave correlate amazon seo ecommerce

Le parole chiave suggerite da Amazon tendono ad essere mirate ( parole chiave a coda lunga).

Non solo le parole chiave a coda lunga tendono a convertire meglio dei termini più brevi, ma di solito sono anche meno competitive.

Ripeti il processo i per i prodotti più importanti del tuo sito.

Keyword Tool Dominator per SEO Ecommerce

Keyword Tool Dominator è un ottimo strumento per la ricerca di parole chiave, che va a raccogliere i suggerimenti di ricerca di Amazon.

E non solo, sono presenti altri siti importanti:

keyword dominator ricerca keyword seo ecommerce

Per utilizzarlo, basta inserire una parola chiave seme nello strumento:

SEO Ecommerce: Guida Completa per vendere di più con Google ed AI 1

In questo caso abbiamo trovato 277 parole chiave relative alla parola chiave seme “macchina caffè” su Amazon Italia.

Questo strumento non solo rende più veloce la ricerca di parole chiave a coda lunga, ma ti dà anche più idee per le parole chiave.

È anche possibile salvare le parole chiave in una lista e scaricarle come file .csv.

Prima di lasciare Amazon, è il momento di utilizzare un’altra funzione del sito che è una miniera d’oro per le parole chiave della pagina delle categorie.

Categorie di Amazon (e di altri concorrenti)

Molti proprietari di siti E-commerce ottimizzano le loro pagine di categoria su parole chiave poco rilevanti.

Questo è un errore enorme.

Anche se le pagine della categoria possono non convertire così come le pagine dei prodotti, generano comunque vendite.

Quindi ha senso dedicare del tempo alla ricerca di parole chiave per le tue pagine di categoria.

Quale è il modo migliore per cercare le parole chiave delle categorie?

Guarda le categorie già utilizzate dai tuoi concorrenti.

Se sei in competizione con Amazon, puoi guardare le categorie principali seguendo questo link.

Queste categorie sono probabilmente troppo ampie. C’è di più, puoi cliccare su una categoria, in modo da poter vedere le sottocategorie:

categorie amazon seo ecommerce


Molto meglio.

Wikipedia e SEO Ecommerce

Wikipedia è uno dei MIGLIORI siti per trovare le parole chiave per le pagine dei prodotti e delle categorie.

Ecco perché:

Wikipedia organizza i suoi materiali per parole chiave e categorie.

In altre parole: hanno fatto un lavorone e tu lo puoi sfruttare!

Vediamo un esempio di come è possibile utilizzare Wikipedia per la ricerca di parole chiave dell’ecommerce.

Per prima cosa, inserisci una parola chiave che descrive un prodotto o una categoria che il tuo sito vende:

wikipedia seo ecommerce


Poi controlla la voce di Wikipedia alla ricerca di parole e frasi relative ai prodotti che hai sul tuo sito

Assicurati di dare un’occhiata all’indice. Può rivelare ulteriori parole chiave per le pagine delle categorie.

Google Keyword planner

Il Google Keyword Planner ormai da tempo non mostra più i volumi di ricerca precisi. O meglio, non li mostra se non hai spese su Google Ads.

Detto questo, si possono ancora trovare alcune buone parole chiave, che non sono variazioni della parola chiave appena digitata.

google keyword planner seo ecommerce

Architettura del Sito Ecommerce

L’architettura è la fondamenta. Costruirla male significa sprecare budget SEO su ogni attività successiva, perché Google fatica a capire cosa è importante e cosa no.

Un ecommerce ben strutturato segue il modello a piramide: homepage in cima, categorie principali al secondo livello, sottocategorie al terzo, schede prodotto al quarto. Ogni pagina deve essere raggiungibile in massimo tre o quattro clic dalla homepage.

Questo non è un vincolo estetico. È una questione di come il PageRank interno si distribuisce: le pagine vicine alla homepage ricevono più autorità. Seppellire le schede prodotto strategiche a sei livelli di profondità è un sabotaggio involontario.

Principi chiave da rispettare:

  • Profondità massima 3–4 livelli: URL come /categoria/sottocategoria/prodotto/ sono ideali. Evita strutture annidate a cinque, sei o sette livelli.
  • URL puliti e descrittivi: usa slug in italiano, senza parametri dinamici inutili. /scarpe-running-uomo/ funziona. /cat.php?id=42&sort=price&filter=color no.
  • Breadcrumb con schema markup: aiutano l’utente a orientarsi e danno a Google segnali chiari sulla gerarchia. Implementali con BreadcrumbList schema di schema.org.
  • Internal linking strategico: collega le schede prodotto alle categorie di appartenenza, usa i prodotti correlati in modo coerente con la struttura del sito, e utilizza il blog per linkare le pagine commerciali più importanti.
  • Navigazione a faccette (filtri): è il principale generatore di URL duplicati. I filtri per colore, taglia, prezzo e ordinamento moltiplicano le URL esponenzialmente. Configura correttamente i parametri in Google Search Console oppure usa i tag canonical per consolidare il valore SEO sulla pagina principale.
  • Evitare i prodotti orfani: ogni scheda prodotto deve essere collegata almeno a una categoria. Le pagine senza link interni in ingresso non ricevono PageRank e faticano a posizionarsi.

Un punto che viene spesso sottovalutato: quando si riprogetta l’architettura di un ecommerce già esistente, ogni cambio di URL va gestito con redirect 301. Perdere i backlink guadagnati nel tempo perché si è cambiata la struttura senza redirect è uno degli errori più costosi che si possono fare.

Ottimizzazione delle Pagine Categoria

Le pagine categoria sono spesso le più trascurate. Eppure sono quelle che, se ottimizzate correttamente, portano il maggior traffico qualificato con il più alto intento commerciale.

Segui questi passaggi in ordine:

  1. Title tag: includi la keyword principale, il brand e un elemento di valore differenziante. Es: Scarpe Running Uomo | Spedizione Gratis | NomeShop. Lunghezza ottimale: 55–60 caratteri. Ogni categoria deve avere un title univoco.
  2. Meta description: non influenza il ranking direttamente, ma impatta il CTR. Scrivi una frase che descriva la categoria con un’angolazione che invoglia il clic. Includi la keyword e un elemento di urgenza o valore (offerte, selezione curata, consegna rapida).
  3. H1 univoco: deve contenere la keyword principale. Un solo H1 per pagina, sempre. Non usare l’H1 per il nome del brand o per slogan.
  4. Testo descrittivo ottimizzato: 200–400 parole posizionate sopra o sotto la griglia prodotti. Non deve essere riempitivo: deve rispondere alle domande reali dell’utente su quella categoria, aiutarlo a orientarsi nella scelta e incorporare le keyword semanticamente correlate in modo naturale.
  5. H2 e H3 nella descrizione: struttura il testo della categoria con sottotitoli. Aiutano la leggibilità e permettono di inserire keyword correlate in modo naturale.
  6. Gestione paginazione: le pagine categoria con molti prodotti generano pagine paginate (/categoria/page/2/). Usa il canonical verso la pagina principale o implementa il caricamento progressivo. Evita di indicizzare pagine di paginazione senza contenuto aggiuntivo.
  7. Filtri e faceted navigation: blocca l’indicizzazione delle URL generate dai filtri non strategici tramite attributo noindex o disallow in robots.txt. Valuta invece di indicizzare le combinazioni filtro ad alto volume: es. /scarpe-running-uomo/colore-bianco/ se quella query ha ricerche significative.
  8. Dati strutturati: usa ItemList schema per segnalare a Google che la pagina è una lista di prodotti.

Ottimizzazione delle Schede Prodotto

La scheda prodotto è il punto di arrivo del funnel SEO. Se è debole, tutto il lavoro a monte serve a portare traffico su una pagina che non converte e non posiziona.

Elementi fondamentali da ottimizzare:

  • Title tag: brand + nome prodotto + attributo differenziante. Es: Nike Air Max 270 Uomo Bianche – Acquista Online | NomeShop. Unico per ogni prodotto, senza duplicati.
  • Descrizione prodotto unica: mai copiare quella del fornitore. Scrivi una descrizione che risponda alle domande reali del cliente: a chi serve questo prodotto, come si usa, cosa lo distingue dagli altri, quale problema risolve. Lunghezza ideale: 150–300 parole per prodotti semplici, anche 500+ per prodotti tecnici. Ricorda che l’intelligenza legge anche le tue pagine prodotto. Se la tua descrizione è specifica, verrà citata come fonte e raccomandata da Gemini o ChatGPT.
  • Bullet point con i benefici: dopo la descrizione narrativa, aggiungi un elenco puntato con i punti chiave. Facilitano la scansione rapida e sono ottimi per i rich snippet.
  • Immagini con alt text ottimizzato: l’alt text non è un deposito di keyword. Deve descrivere fedelmente l’immagine. “scarpe running Nike Air Max 270 uomo colore bianco vista laterale” è corretto e utile.
  • Product Schema markup: implementa il markup schema.org/Product con nome, descrizione, immagine, SKU, brand, prezzo, valuta, disponibilità e recensioni aggregate. Abilita i rich snippet che mostrano prezzo e stelle direttamente nei risultati di ricerca, aumentando il CTR.
  • Recensioni clienti: stimola attivamente i clienti a lasciarle dopo l’acquisto. Le recensioni genuine aumentano la fiducia, migliorano la conversione e alimentano il markup di rating aggregato.
  • FAQ del prodotto: aggiungi 3–5 domande frequenti direttamente nella scheda con FAQPage schema. Ottimizzano per le AI Overview, per le “Persone hanno chiesto anche” e per le query long-tail.
  • Cross-selling e prodotti correlati: i link verso prodotti correlati e complementari distribuiscono il PageRank interno e aumentano il valore medio dell’ordine.
  • Gestione varianti: se un prodotto ha varianti (colore, taglia), valuta se mantenere un’unica URL con selettori dinamici o creare URL separate. La seconda opzione ha senso solo se ogni variante ha un volume di ricerca proprio. Altrimenti si crea contenuto duplicato inutile.

SEO Tecnica per Ecommerce

La SEO tecnica è quella parte del lavoro che non si vede, ma che determina se Google riesce a scansionare e indicizzare correttamente il tuo sito. Trascurarla è come costruire un negozio fisico con la porta d’ingresso bloccata.

Core Web Vitals e Velocità

I Core Web Vitals sono metriche ufficiali di Google che misurano l’esperienza utente reale su una pagina. Per un ecommerce, sono critici sia per il ranking sia per la conversione: un sito lento perde visitatori ancora prima che vedano i prodotti.

I tre indicatori principali:

  • LCP (Largest Contentful Paint): tempo necessario per caricare l’elemento principale della pagina (solitamente l’immagine hero o il titolo). Soglia accettabile: sotto i 2,5 secondi.
  • INP (Interaction to Next Paint): misura la reattività della pagina alle interazioni dell’utente (clic, tocco). Deve restare sotto i 200ms.
  • CLS (Cumulative Layout Shift): misura la stabilità visiva della pagina, cioè quanto gli elementi si spostano durante il caricamento. Deve essere inferiore a 0,1.

Monitora questi valori con Google Search Console (sezione “Esperienza pagina”) e con Google PageSpeed Insights. Le cause più comuni di peggioramento su un ecommerce: immagini non compresse, JavaScript bloccante nel rendering, font di terze parti, plugin inutili, mancato utilizzo del lazy loading.

Soluzioni pratiche:

  • Usa il formato WebP per tutte le immagini prodotto.
  • Implementa il lazy loading per le immagini sotto il fold.
  • Minimizza e differisci il caricamento di JavaScript non critico.
  • Usa una CDN per distribuire gli asset statici geograficamente.
  • Valuta un piano hosting adeguato: per WooCommerce e Magento un hosting condiviso è spesso insufficiente.

Mobile-First e UX

Google indicizza il tuo sito nella versione mobile. Se la versione mobile è lenta, macchinosa o con elementi difficili da usare su schermo touch, il ranking ne risente direttamente.

Verifica che:

  • I pulsanti “Aggiungi al carrello” e di navigazione abbiano dimensioni adeguate per il touch (minimo 44x44px).
  • Le immagini prodotto siano ottimizzate per mobile senza perdita di qualità percepita.
  • Il menu di navigazione sia usabile su schermo piccolo senza dover zoomare.
  • Il checkout sia completabile senza errori da smartphone, con form ottimizzati per la tastiera mobile.
  • Non ci siano elementi in Flash o tecnologie non supportate da mobile.

Gestione dei Contenuti Duplicati e Canonical

Il contenuto duplicato è il problema numero uno degli ecommerce. Google lo trova e, non sapendo quale versione premiare, tende a penalizzare entrambe o a ignorarle.

Le cause più frequenti:

  • Varianti prodotto con URL separate ma contenuto quasi identico.
  • Pagine categoria filtrate per colore, taglia, prezzo, ordinamento.
  • Lo stesso prodotto presente in più categorie con URL differenti.
  • Versioni HTTP e HTTPS dello stesso sito entrambe attive.
  • Versione www e non-www entrambe accessibili.

La soluzione principale è il tag canonical: l’attributo rel="canonical" indica a Google quale versione dell’URL considerare originale. Su WooCommerce si gestisce con plugin come Yoast SEO o Rank Math. Su Shopify è implementato nativamente per le varianti prodotto. Su Magento richiede configurazione manuale.

Regola pratica: se due URL mostrano contenuto sostanzialmente uguale, una delle due deve avere il canonical verso l’altra. Nessuna eccezione.

Crawl Budget e Sitemap XML

Il crawl budget è il numero di pagine che Googlebot è disposto a scansionare nel tuo sito in un determinato periodo. Un ecommerce con 10.000 prodotti e filtri non gestiti può generare centinaia di migliaia di URL, esaurendo il budget su pagine inutili e lasciando non scansionate quelle strategiche.

Azioni concrete per ottimizzare il crawl budget:

  • Escludi dal crawling tramite robots.txt le URL generate da filtri, ordinamento, sessioni utente e parametri di tracking.
  • Usa il tag noindex sulle pagine che non vuoi in Google ma che devono rimanere accessibili agli utenti (es. pagina carrello, pagina account, pagina ringraziamento).
  • Mantieni la sitemap XML aggiornata con solo le URL indicizzabili e strategiche. Esclude le pagine noindex, le pagine 404 e quelle canonicalizzate.
  • Monitora i log del server per capire quali pagine Googlebot visita di più e quali ignora.
  • Controlla le anomalie di crawl nella sezione “Copertura” di Google Search Console: errori 404, pagine escluse, redirect catene.

Content Marketing e Blog

Il blog non è un optional per un ecommerce. È lo strumento che ti permette di intercettare traffico informazionale e di guidare l’utente verso l’acquisto in modo naturale, costruendo autorevolezza nel tempo.

Funziona così: l’utente cerca “come scegliere le scarpe da trail running”, trova il tuo articolo ottimizzato SEO, lo legge, clicca sul link alla categoria scarpe trail, e acquista. Senza il blog, quella persona non ti avrebbe mai trovato. L’intento informazionale precede spesso quello transazionale: chi sta cercando informazioni oggi potrebbe essere il tuo cliente domani.

Tipologie di contenuto efficaci per un ecommerce:

  • Guide all’acquisto: “Come scegliere la taglia della bici”, “Guida alle pentole antiaderenti”. Intercettano query informazionali con alto potenziale commerciale e si posizionano bene anche nelle AI Overview.
  • Articoli comparativi: “Differenza tra running e trail running”, “Materasso in memory foam vs molle insacchettate”. Funzionano bene per l’intento informazionale avanzato e per i featured snippet.
  • Tutorial e how-to: “Come lavare una giacca in Gore-Tex”, “Come regolare la sella di una bici da corsa”. Tengono il brand top-of-mind anche dopo l’acquisto e costruiscono fiducia.
  • Contenuti stagionali: “Migliori regali di Natale per sportivi”, “Prodotti must-have per l’estate”. Traffico prevedibile e pianificabile, da preparare con almeno 6-8 settimane di anticipo rispetto al picco stagionale.
  • Casi d’uso e storie di clienti: contenuti autentici che dimostrano l’uso reale dei prodotti, con alto valore E-E-A-T.

Ogni articolo deve linkare almeno una o due pagine categoria o schede prodotto pertinenti. Non come spam di link, ma come approfondimento naturale: “Scopri la nostra selezione di scarpe trail running” con link alla categoria relativa. Questo è il collegamento diretto tra content marketing e vendite.

Un piano editoriale SEO per un ecommerce dovrebbe prevedere almeno 2-4 contenuti al mese, pianificati in base alla stagionalità del catalogo e ai gap di keyword identificati nell’analisi.

Una strategia di questo tipo non solo ti consente di ottenere link, ma ugualmente importante, ti consente di creare e curare il legame con il tuo cliente, cioè di fidelizzarlo.

Link Building per Ecommerce

SEO Ecommerce: Guida Completa per vendere di più con Google ed AI 2

I backlink restano uno dei fattori di ranking più potenti. Per un ecommerce, la link building richiede un approccio specifico: non si tratta di acquistare link o di riempire directory, ma di guadagnarsi citazioni da siti autorevoli e pertinenti.

Strategie efficaci:

  • Digital PR: crea contenuti degni di citazione (ricerche originali, dati di settore, infografiche, studi sui comportamenti d’acquisto) e distribuiscili a testate verticali e giornali online. Un link da una rivista di settore autorevole vale decine di link da directory generiche.
  • Guest post: scrivi articoli per blog e magazine del tuo settore. Linka a una pagina categoria o a una guida all’acquisto, non direttamente a una scheda prodotto. Il contenuto deve avere valore editoriale reale.
  • Link da fornitori e brand: molti produttori hanno una pagina “Dove acquistare” o “Rivenditori autorizzati”. Chiedi di essere incluso con un link al tuo sito. È uno dei link più facili da ottenere e molto pertinenti.
  • Unlinked mention: monitora con Ahrefs o SEMrush le citazioni del tuo brand o dei tuoi prodotti senza link. Contatta i siti e chiedi di aggiungere il collegamento. Spesso basta una mail.
  • Recupero link rotti: trova con Screaming Frog le pagine esterne che linkano a URL del tuo sito non più esistenti. Reindirizza quelle URL con redirect 301 verso la pagina più pertinente o chiedi all’editore di aggiornare il link.
  • Partnership con influencer e creator: una recensione da un creator di settore con link al prodotto è sia link building sia social proof. Valuta partnership a lungo termine invece di singole attivazioni.

La qualità conta più della quantità. Un singolo backlink da un sito autorevole e pertinente vale molto più di cento link da directory spam. E i link spam, in certi casi, possono anche danneggiare.

Vediamo più nel dettaglio alcuni metodi di link building per ecommerce

1. trovare risorse obsolete, trasferite o scadute

Prima di tutto bisogna trovare compagnie che sono andate fuori di business, nell’ambito degli Ecommerce della stessa categoria.

Quando un dominio con una certa autorità scade, solitamente è possibile trovarlo su siti di aste come Youdot, Expired Domain, Godaddy Auctions o tanti altri.

domini scaduti seo ecommerce

Questi siti raccolgono tutti i domini scaduti o in scadenza, i quali sono una potenziale miniera di opportunità per i business esistenti.

È il momento di trovare un Ecommerce affine, che ha cessato l’attività.

Trovato? Si passa al secondo punto.

2. Crea un elenco di pagine che puntano alla risorsa obsoleta

Una volta identificata una risorsa popolare ma obsoleta, è il momento di trovare i siti che si collegano ad essa.

  • Per prima cosa, segna gli URL.
  • Se si tratta di una singola pagina di un sito (ad esempio, uno strumento che non funziona più o un servizio che un’azienda non offre più), segna l’URL di quella specifica pagina.
  • Se l’intero sito non funziona, è possibile utilizzare l’URL della homepage:
trovare backlink ahrefs seo ecommerce

Il risultato mostrerà di domini referral e i backlinks del sito scaduto.

profilo seo ecommerce ahrefs

Avremo una lista enorme di backlinks, segnamo i siti di riferimento di alto livello (grazie al punteggio domain rating e url rating per ogni backlink).

Possiamo passare al terzo e ultimo step.

3. Invia e-mail, ottieni i link

Ora è il momento di far sapere ai proprietari dei siti della presenza di link obsoleti.

Come?

  • Guarda se hai la risorsa mancante (es. una guida sulle migliori macchine da caffè automatiche)
  • Invia una mail a chi aveva linkato la guida vecchia, facendo sapere del problema, contemporaneamente linkando la tua nuova guida.
  • Ripeti il processo per tutti i backlink che trovi, non aspettarti che tutti rispondano alle tue mail, ma dovresti ricevere una porzione significativa di risposte. Così il tuo dominio salirà di livello.

Altri metodi per ricevere backlink per il tuo Ecommerce

Sfrutta gli eventi per dare una marcia in più alla SEO del tuo Ecommerce

  1. Cerca eventi relativi al tuo business, i quali sono alla ricerca di venditori adatti
    1. Puoi cercare sugli eventi di Facebook o altri aggregatori di eventi
    2. Valuta i siti web degli organizzatori, perché sarà da questi che riceverai i link
  2. Contatta gli organizzatori e mostra i tuoi prodotti.
  3. Se gli organizzatori accettano, definisci i dettagli
  4. Ora viene il bello, riceverai i link e l’aumento del traffico per l’esposizione all’evento.

GEO e AI Overview: la SEO cambia volto

Il panorama è cambiato in modo significativo. Chi fa SEO ecommerce non può ignorare l’impatto delle intelligenze artificiali sui motori di ricerca.

SEO, GEO, AEO…Tanti acronimi per parlare sempre dell’ottimizzazione della ricerca nell’epoca delle AI.

Google AI Overview, ChatGPT Search e Perplexity stanno intercettando una quota crescente di ricerche, in particolare quelle informazionali. Questo significa meno clic sulle SERP tradizionali per alcune query, ma anche nuove opportunità per chi ottimizza nel modo giusto.

La buona notizia è che le query transazionali, quelle in cui l’utente vuole comprare, sono ancora dominate dai risultati ecommerce tradizionali. Le AI Overview appaiono soprattutto su query informazionali e di confronto, non su “compra scarpe running Nike taglia 42”.

Come adattare la strategia SEO ecommerce per l’intelligenza artificiale :

  • Contenuti E-E-A-T: Esperienza, Expertise, Autorevolezza, Affidabilità. Google le valuta per decidere se mostrare il tuo contenuto nell’AI Overview. Firma i contenuti con autori reali, cita le fonti, mostra le credenziali, aggiungi date di aggiornamento.
  • Risposte dirette nelle FAQ: scrivi le FAQ delle schede prodotto e delle categorie in modo che rispondano a domande precise con risposta diretta nella prima frase. Es: “Quanto dura la batteria?” risposta: “La batteria dura fino a 48 ore con uso continuativo.” Questo formato è quello che le AI estraggono e citano.
  • Autorevolezza del brand: ChatGPT e Perplexity tendono a citare brand conosciuti e menzionati in più fonti. Lavora sulla presenza del tuo brand su blog di settore, riviste online, forum specializzati, Wikipedia dove pertinente.
  • Structured data ovunque: le AI si nutrono di dati strutturati. Product Schema, FAQPage Schema, HowTo Schema e BreadcrumbList Schema aumentano la probabilità di essere citati nelle risposte generative di Google, ChatGPT e Perplexity.
  • Ottimizzazione per la ricerca vocale e conversazionale: le query rivolte alle AI sono spesso formulate come domande complete. Struttura i tuoi contenuti per rispondere a domande specifiche, non solo per posizionarsi su keyword isolate.
  • Monitora il traffico da referral AI: configura in Google Analytics 4 segmenti per il traffico proveniente da chatgpt.com, perplexity.ai e altri motori AI. È ancora una quota minore, ma cresce ogni mese.

Strumenti SEO per Ecommerce

ahrefs audit seo ecommerce
Schermata di overview audit Ahrefs
StrumentoUtilizzo principaleCosto
Google Search ConsoleMonitoraggio indexing, crawl, Core Web Vitals, query organicheGratuito
Google PageSpeed InsightsAnalisi velocità, Core Web Vitals, suggerimenti ottimizzazioneGratuito
SEMrushKeyword research, analisi competitor, backlink audit, site auditA pagamento
SEOZoomKeyword research sul mercato italiano, monitoraggio posizioniA pagamento
AhrefsBacklink analysis, content gap, keyword research, site auditA pagamento
Screaming Frog SEO SpiderCrawl tecnico completo, errori 404, redirect, canonical, duplicatiFreemium
Google Analytics 4Analisi del traffico, comportamento utente, conversioni, revenueGratuito
Schema Markup ValidatorVerifica correttezza dei dati strutturati implementatiGratuito

Per chi inizia: Google Search Console e Google Analytics 4 sono obbligatori e gratuiti. Per la keyword research, SEOZoom è forse il più utile per il mercato italiano. Per auditing tecnico e backlink, Screaming Frog in versione gratuita copre la maggior parte dei casi fino a 500 URL.

Errori SEO Comuni negli Ecommerce

Questi sono gli errori che vedo ripetersi su quasi tutti gli ecommerce che non riescono a crescere organicamente. Riconoscerli è il primo passo per correggerli.

  1. Usare le descrizioni del fornitore: è la causa più diffusa di “penalizzazioni” per contenuto duplicato. Se il tuo fornitore distribuisce la stessa descrizione a 50 rivenditori, Google la vede 50 volte. Riscrivi sempre le descrizioni con un approccio orientato al cliente.
  2. Ignorare le pagine categoria: molti ottimizzano solo le schede prodotto e trascurano le categorie, che hanno il potenziale di ranking più alto per query ad alto volume.
  3. Non gestire i filtri: i filtri generano URL duplicate che si cannibalizzano a vicenda. Senza canonical o noindex, il sito si danneggia da solo.
  4. Title tag generici o duplicati: ogni pagina deve avere un title unico. Titoli come “Prodotti | NomeShop” o “Categoria – NomeShop” su decine di pagine sono un errore classico che penalizza tutto il sito.
  5. Nessun testo sulle pagine categoria: una pagina con solo una griglia di prodotti non offre segnali testuali a Google. Senza testo, Google non sa con certezza su quale keyword posizionare quella pagina.
  6. Immagini non ottimizzate: file da 3–4 MB caricati direttamente dallo smartphone o dalla fotocamera rallentano il sito, peggiorano i Core Web Vitals e la UX. Comprimi sempre prima dell’upload, usa WebP.
  7. Mancanza di internal linking: le schede prodotto isolate, non collegate ad altre pagine pertinenti, faticano a ricevere PageRank interno. Ogni pagina deve avere almeno un link in ingresso da un’altra pagina del sito.
  8. Cannibalism di keyword: due o più pagine che competono sulla stessa keyword si danneggiano a vicenda. Google non sa quale preferire e spesso non posiziona nessuna delle due. Monitora il problema con Google Search Console analizzando le query per URL.
  9. Redirect non gestiti dopo ristrutturazione: ogni volta che si cambia URL senza redirect 301, si perde il valore SEO accumulato da quella pagina. È uno degli errori più costosi in termini di tempo per recuperare il terreno perduto.
  10. Non monitorare i risultati: la SEO senza misurazione è cieca. Definisci KPI chiari (posizioni medie, traffico organico, conversion rate organico, revenue da canale organico) e monitorali con cadenza mensile.

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FAQ – Domande Frequenti sulla SEO Ecommerce

Quanto tempo ci vuole per vedere risultati SEO su un ecommerce?
I primi segnali di miglioramento si vedono in 3–4 mesi per le keyword a bassa concorrenza. Per query competitive, i tempi si allungano a 6–12 mesi. La SEO è un investimento a lungo termine con rendimenti crescenti nel tempo: più autorevolezza costruisci, meno costa ogni nuovo posizionamento.

Meglio SEO o Google Ads per un ecommerce?
Non è una scelta obbligata. Le due strategie si integrano: Google Ads porta traffico immediato e dati di conversione preziosi, la SEO costruisce visibilità duratura a costo marginale decrescente. La tattica migliore è usare Ads per testare le keyword che convertono, poi scalare organicamente su quelle più redditizie.

La SEO funziona anche con WooCommerce e Shopify?
Sì. Sia WooCommerce che Shopify offrono buone basi SEO. WooCommerce su WordPress è più flessibile con plugin come Yoast SEO o Rank Math e permette un controllo totale sull’architettura. Shopify ha alcune limitazioni sulla struttura degli URL (il prefisso /products/ e /collections/ non è modificabile), ma compensa con velocità e infrastruttura cloud stabile. Magento e PrestaShop richiedono più configurazione ma offrono maggiore scalabilità per cataloghi grandi.

Come gestire un ecommerce con migliaia di prodotti in ottica SEO?
Attraverso la SEO programmatica: si costruiscono template ottimizzati per title, meta description, H1 e testi che variano dinamicamente in base agli attributi del prodotto. Non si ottimizza ogni singola scheda a mano, ma si progetta un sistema scalabile che produce output SEO-friendly in modo automatico. Il lavoro manuale si concentra sulle pagine categoria e sui prodotti top seller.

Cosa sono i dati strutturati e perché sono importanti per un ecommerce?
I dati strutturati (o schema markup) sono frammenti di codice JSON-LD inseriti nell’HTML della pagina che aiutano Google a comprendere il tipo di contenuto. Per un ecommerce, il Product Schema permette di mostrare prezzo, disponibilità e stelle di recensione direttamente nei risultati di ricerca come rich snippet, aumentando il CTR anche senza migliorare il ranking. Il FAQPage Schema permette di far apparire domande e risposte direttamente in SERP.

L’AI Overview di Google sta riducendo il traffico agli ecommerce?
Dipende dal tipo di query. Per le query informazionali (“come scegliere le scarpe da trail”), l’AI Overview può ridurre il CTR verso i risultati organici tradizionali. Per le query transazionali (“compra scarpe trail uomo”), Google continua a mostrare risultati ecommerce nella parte alta della SERP. La strategia corretta è ottimizzare entrambi i tipi di contenuto e usare i dati strutturati per aumentare la probabilità di essere citati anche nelle risposte generative.

Qual è la differenza tra SEO on-page e SEO tecnica per un ecommerce?
La SEO on-page riguarda tutto ciò che si vede sulla pagina: title, H1, contenuti, immagini, link interni, dati strutturati. La SEO tecnica riguarda l’infrastruttura: velocità, crawlability, indexability, gestione dei duplicati, sitemap, redirect. Per un ecommerce entrambe sono indispensabili, ma la SEO tecnica ha spesso priorità perché un problema tecnico può vanificare qualsiasi ottimizzazione on-page.

Immagine di Giovanni Cardia
Giovanni Cardia

Dal 2019 mi occupo di ottimizzazione SEO a 360°, per grandi e piccole imprese:: on page, off page e technical.
Laureato in Amministrazione e Organizzazione a Cagliari (UNICA 2018) e qualificato come Responsabile del marketing online per la vendita di prodotti e servizi (Confcommercio S. Sardegna - ISCOM ER. 2019).
Mi concentro sull'ottenimento di traffico al fine di raggiungere gli obiettivi di visualizzazioni e fatturato.

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